Vicini anche da lontano con la tecnologia di collaborazione da remoto

collaborazione da remoto

Il modo in cui il mondo sta cambiando è sempre più drastico: ogni giorno nascono innovazioni straordinarie ed allo stesso tempo qualcosa diventa irrimediabilmente obsoleto, e se da un lato questi cambiamenti portano con sé tanti risvolti positivi, dall’altro richiedono grande adattabilità e possono causare complicazioni o problemi imprevisti.

Basti pensare ai progressi fatti nella medicina, quelli che ci allungano la vita di anno in anno sconfiggendo malattie considerate mortali fino a poco prima e miniaturizzando gli strumenti che ci permettono di curare i pazienti, ma che allo stesso tempo hanno posto nuove sfide dovute alla crescente età media della popolazione.

 

Il lavoro è uno degli ambiti in cui questo dualismo del cambiamento si percepisce maggiormente. Nessuno può infatti negare che il lavoro sia incredibilmente migliorato nell’ultimo secolo: i lavori più debilitanti e pericolosi sono stati sostituiti da macchine, le nuove tecnologie hanno creato necessità di lavori che prima non esistevano nemmeno e le possibilità di comunicazione e di collaborazione da remoto si sono espanse come mai sarebbe stato pensabile. Ma è anche impossibile negare i risvolti negativi di questi cambiamenti, come il pericoloso sbilanciamento dell’equilibrio vita-lavoro verso quest’ultimo, la crescente disoccupazione, il bisogno di adattabilità e competitività sempre maggiori e tali da impattare negativamente sui livelli di stress delle persone, e molto altro.

Questo dualismo sarà sempre più accentuato nel corso degli anni a venire, con grandi sfide come la crescita esponenziale della popolazione, la crescente competizione dei Paesi in via di sviluppo, la conseguente delocalizzazione di molti lavori e lavoratori e l’aumento dell’urbanizzazione che determinerà spostamenti sempre più lunghi e sempre più congestionati. Queste sono solo alcune delle sfide che dovremo affrontare nella definizione del nostro modo di lavorare, in un futuro che si
delinea in questo modo già entro pochi anni.

collaborazione da remoto

 

È evidente la necessità di trovare velocemente nuove strategie che riducano i risvolti negativi di questi aspetti e che rendano il lavoro sempre più soddisfacente e produttivo, rispettando il work-life balance necessario per la felicità personale. E se la tecnologia è da alcuni considerata la causa di molti dei problemi moderni, la verità è che proprio la tecnologia può e deve venirci in aiuto nel ricercare soluzioni a problemi come la collaborazione da remoto.

In un contesto come quello sopra delineato, è chiaro che il nostro attuale modello lavorativo, basato sulla presenza, sugli orari, sulla retribuzione fissa, dovrà cambiare. In un mondo sempre più “piccolo”, in cui tutti ci muoveremo spesso e saremo su differenti fusi orari, in cui andare al lavoro sarà sempre più scomodo ed improduttivo a favore della possibilità di gestire i propri compiti in autonomia, è importante che la tecnologia ci aiuti a rendere le comunicazioni, la collaborazione da remoto e la partecipazione al lavoro sempre più fluida, combattendo i lati negativi della lontananza fisica.

Se infatti ormai la maggior parte dei lavoratori si dichiara positiva di fronte all’idea di lavorare da remoto (la quasi totalità dei millennial, molti ancor prima di cominciare effettivamente a lavorare, ritiene la flessibilità di orari, luoghi e modalità di lavoro più importante di benefit tangibili come l’auto aziendale o uno stipendio più alto), è pur vero che i bisogni sociali dell’uomo sono innegabili e che la possibilità di trovarsi insieme, scambiare idee, ricevere suggerimenti da colleghi e superiori è alla base se non della produttività, sicuramente della nostra capacità innovativa. Se da una parte saremo sempre più dispersi in giro per il mondo e divisi tra diverse location, è fondamentale che dall’altra si trovino nuovi modi di far incontrare, conoscere ed apprezzare i componenti di un team e di un’organizzazione. Questo si può e si deve fare sia in modo reale (organizzando spesso trasferte e cambi di location temporanei orientati al raggiungimento di risultati sia di business che sociali, soprattutto nella parte iniziale di un progetto) sia, e soprattutto, in modo virtuale, incentivando la collaborazione da remoto come se fosse quella reale.

collaborazione da remoto

 

Ma come far sentire le persone presenti virtualmente, esattamente come se lo fossero realmente? È la grande sfida dei prossimi anni, anche grazie a comunicazioni testuali, audio e video che tenderanno a diventare sempre più fluide e pervasive magari con l’introduzione di innovazioni nella connettività come il 5G. Ma già oggi i team dispersi di tutte le aziende hanno a disposizione strumenti straordinari di comunicazione, spesso integrati nel proprio computer.

Basti pensare a come sono cambiate le riunioni negli ultimi anni grazie alla tecnologia: uno degli strumenti di lavoro più importanti, ma senza dubbio più odiati per la loro capacità di trasformarsi in infinite liste di cose da fare e colossali perdite di tempo, può oggi diventare uno dei principali metodi di integrazione grazie a tecnologie come Intel Unite ed altri strumenti per la collaborazione in tempo reale.

Un team “disperso” geograficamente, grazie a queste tecnologie, può infatti ritrovarsi virtualmente nella stessa stanza (anche in senso letterale, grazie agli strumenti di modifica del background presenti ad esempio nei dispositivi che integrano Intel RealSense). La semplice presenza “virtuale” del viso di un collega non permette lo stesso livello di coinvolgimento, né lo stesso scambio informativo, rispetto ad un incontro faccia a faccia: se documenti e dati non sono condivisi, non è altro che una chiamata su Skype. Per questo le nuove tecnologie si spingono sempre oltre nella ricerca di integrazione: dalla condivisione degli schermi, anche più di uno alla volta, alla collaborazione in tempo reale, con la possibilità di scrivere, disegnare, evidenziare con un semplice passaggio del dito sullo schermo (anche quello del collega dall’altra parte del mondo), tutti elementi questi, che riescono a sopperire all’assenza fisica in certe occasioni, ed a garantire team affiatati e produttivi anche a distanza.

Ma non solo: con programmi di scansione 3D come Intel RealSense i progetti possono diventare davvero reali nonostante vengano gestiti virtualmente, così che architetti, designer, grafici e molte altre professioni possono riuscire a lavorare virtualmente insieme ad un progetto fisico, anche quando sono separati da diversi fusi orari o chilometri.

 

Con tutte queste soluzioni la tecnologia prova, e spesso ci riesce, ad abilitare gli stessi livelli di coinvolgimento, di spontanea partecipazione, di condivisione amichevole e scherzosa, che si possono ottenere quando ci si incontra faccia a faccia, partorendo solitamente le idee più interessanti ed innovative. Senza dimenticare che un lavoratore connesso da casa sua alla riunione virtuale potrà comodamente andare a fare la spesa, concedersi una corsetta rigenerante e soprattutto abbracciare i propri cari appena finita la riunione stessa, tutto questo con grandi benefici per quell’equilibrio tra lavoro e vita privata che si rivela tanto vitale per la nostra felicità come persone.

 

di Ilaria Cazziol

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