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Sfidare i limiti della tecnologia con l’overclocking

overclocking

Nella vita ci hanno spesso ricordato che ci sono confini oltre i quali non è bene andare, ma in questo articolo noi vogliamo entrare nel mondo di chi quei limiti sta provando a superarli o lo ha già fatto da tempo. Un mondo in cui si fondono una tale quantità di elementi, da risultare territorio per pochi, esperti intimi: stiamo parlando dell’overclocking.

L’obiettivo di questi paragrafi è allontanarsi da questa logica elitaria per provare a farci spazio nella matassa tecnologica chiamata overclocking, dipanarla e renderla più accessibile.

 

Questa materia, in realtà, non interessa esclusivamente il mondo PC: la volontà di far emergere da ogni componente fino all’ultima goccia di potenza è un po’ come la ricerca del moto perpetuo e tocca più o meno l’integrità dell’offerta tecnologica attuale. Ci sono nicchie che desiderano aumentare la frequenza del processore del proprio smartphone, altre che si fiondano sulla sfida in ambiente Apple, qualcuno – come Sony – sta proponendo una modalità Boost (ovvero spinta) alla propria PlayStation 4 Pro, aumentando la frequenza del processore. Potremmo andare avanti, sempre accompagnati però da questa sorta di piccolo mantra che da decenni si ripete tra gli enthusiasts, come vengono definiti gli appassionati del PC gaming di fascia alta: si può – e si deve – andare più veloci. Sempre.

oltre i limiti del gaming

Semplificando, overclocking significa semplicemente questo: far girare un processore, cuore pulsante del corpo tecnologico di ogni hardware, ad una velocità maggiore di quanto previsto dalle impostazioni di fabbrica.

Partiamo dal presupposto che per aumentare la frequenza di clock di un processore bisogna fornire più elettricità. Un processore è composto da milioni di transistors, realizzati a loro volta da silicio. Con l’aumento della temperatura, causato dall’overclocking della frequenza, la resistenza elettrica del silicio diminuisce, il risultato è una piena conduzione elettrica.

 

E poi cosa succede? Qualcosa di poco piacevole: una temperatura troppo alta porta a un cortocircuito elettrico e la CPU è da buttare. Per questo la soglia massima rimane intorno ai 100° C, anche se l’ideale sarebbe rimanere a una temperatura ancora inferiore. Nonostante l’utilizzo di software ormai rodati, l’overclocking rimane una bestia da domare anche per i più esperti e anche per le tecnologie più recenti, in particolar modo per la fisica che ne determina il funzionamento e le infinite coincidenze. Non è detto che raggiungere una determinata frequenza con un nuovo, fiammante Intel Core i7 7700K in vostro possesso ne determini lo stesso raggiungimento con un processore identico. È casuale e chi esegue modding di PC conosce benissimo questo fattore di rischio e di degradazione del componente. Ogni volta che vorrete cimentarvi con la disciplina, tenete bene a mente di informarvi con guide (o utenti) che trattino esattamente il processore in vostro possesso.

 

Lo stesso vale per la RAM o per una qualsivoglia GPU: ogni componente potenzialmente overclockabile ha una sua modalità di approccio specifica, dettata dai componenti con cui è assemblato, dalla gestione della dissipazione interna ed esterna, dai marchi di fabbrica imposti dal produttore e dalle infinite relazioni tra i componenti hardware in gioco.

Ora, la domanda è: perché dovreste chiedere ad un componente di fare più di quello che dovrebbe fare normalmente? Non è una domanda banale. Ci sono tante motivazioni che vi possono spingere ad appassionarvi all’overclocking, ma quelle più in voga rientrano quasi sempre nella stessa sfera: gaming. Certo, si può overclockare un processore per allungarne l’usabilità – ma non la vita – in virtù di un utilizzo lavorativo/creativo CPU-centrico, ma processori, RAM e schede video nella maggior parte dei casi vengono overclockate per aumentarne le prestazioni in ambito videoludico, anche se il funzionamento è leggermente più semplice.

 

Ma torniamo ai processori e ai tre elementi chiave per parlare di overclocking: clock base, moltiplicatore e voltaggio. Il clock è un ciclo; questo ciclo determina il regime di funzionamento della CPU ed è alla base della conoscenza. È quel valore che, in coppia con il moltiplicatore, vi serve a concretizzare la frequenza finale del processore. Una frequenza di 3.4 GHz implica un clock di base di 100MHz moltiplicato per 34 (il moltiplicatore). Per quanto riguarda il voltaggio ci ricolleghiamo a quanto scritto poc’anzi: per aumentare la velocità dovrete aumentare il voltaggio, così da fornire al processore sufficiente elettricità per mantenere costante l’onda. Vien da sé che consumerete più elettricità, ma il tema bolletta potrebbe essere superfluo a questo punto. Ora, poiché si parla di moltiplicatore, siamo arrivati a spiegare cosa è la K che ogni tanto si vede a fianco del modello di processore Intel. Quella lettera rappresenta una sorta di fratello maggiore, sta ad indicare che la serie è disegnata per essere sbloccata, ovvero aumentata di moltiplicatore. In effetti, anche le serie non K sono potenzialmente overclockabili, ma se il vostro fine è quello di giocare con i clock, allora acquistate una serie K senza pensarci un attimo. A fianco di tutto questo serve ovviamente una scheda madre sviluppata per contenere le vostre macchinazioni ed un dissipatore (magari a liquido) che rinfreschi con criterio la postazione.

overclocking processore intel

Se c’è una cosa di cui sicuramente doversi armare per entrare nella dimensione corretta, questa è senza dubbio la pazienza: non esiste overclocking fatto di fretta, né fatto in parallelo ad altre attività. L’analisi delle prestazioni e della risposta del sistema deve avvenire un passo alla volta, altrimenti è quasi impossibile garantire la riuscita di ogni operazione, perché buona parte di ciò che state collegando non è stata progettata per superare le proprie metriche stock. È un po’ come andare contro natura, anche se con molta più grazia e con ancor più probabilità di successo.

Portato all’altro capo, invece, il mondo dell’overclocking è un concentrato di sfida e di spinta verso l’estremo, quello stesso estremo che tanto piace ai modder. Non è un caso che Intel stessa abbia organizzato in passato un torneo denominato Intel XTU Overclocking Challenge in cui modder di tutto il globo si sono sfidati per un intero mese non tanto per raggiungere il miglior benchmark, bensì per dimostrare una conoscenza perfetta del proprio PC, con l’obiettivo di arrivare più vicino possibile a un punteggio XTU prefissato (una metrica per valutare la bontà del lavoro).

 

L’overclocking è un universo che abbraccia competizione, capacità, intraprendenza e molto, molto rischio, ma come ogni sorta di disciplina ha gradini evolutivi che necessitano di un aggiornamento costante, sempre in linea con le più recenti uscite hardware. Anche le guide da seguire devono essere aggiornate, altrimenti è inutile utilizzarle poiché non allineate con le tecnologie vigenti, a patto naturalmente di affidarsi a componentistica di ultima generazione e non a residuati bellici di altre ere.

 

 

di Marco PerriMultiplayer.it

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