Innovazione tecnologica

Reverse Vending Machine, i cassonetti intelligenti per riciclare e guadagnare facendolo

Reverse Vending Machines

Ammettiamolo, la raccolta differenziata può essere un bel problema certe volte. Tutti vorremmo un mondo più pulito, un ambiente più sano, una città meno inquinata. Ma quante volte vi siete trovati con una scatoletta di un materiale difficilmente identificabile in mano, indecisi su dove buttarla? O avete vagato cercando un cassonetto della raccolta differenziata, per poi arrendervi al fatidico destino dell’indistinto? Da una parte non è sempre chiaro come questa abitudine così importante per l’ambiente vada applicata, dall’altra spesso manca un incentivo che ci porti a impegnarci veramente nel farlo.

 

www.victorygreen.org
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Il valore economico dei rifiuti

 

Si sente spesso dire che “i rifiuti sono una risorsa”. È molto più che un eufemismo, e in molti Paesi hanno infatti reso lo smaltimento dei rifiuti una risorsa anche economica. I Paesi Scandinavi, per esempio, danno ai rifiuti riciclabili un vero e proprio valore economico, ed in quei luoghi fare la raccolta differenziata conviene proprio in senso letterale. Infatti, al momento dell’acquisto di beni imbottigliati – in vetro, plastica, alluminio, etc. – sul prodotto viene applicato un piccolo sovrapprezzo. Se dopo l’utilizzo si fa lo sforzo di riciclare correttamente il prodotto, si ottengono indietro i soldi di questa “cauzione”, e in alcuni casi anche di più, o si ricevono buoni sconto per la spesa.

 

Si tratta di pochi centesimi, ovviamente: in Italia, nei pochi posti dove questo sistema è utilizzato, sono solitamente meno di 10, ma per esempio in Germania, dove il sistema della cauzione è in vigore e regolamentato a livello nazionale, una bottiglia riciclata può valere tra i 20 e i 30 centesimi. Non sembra molto come incentivo, ma provate a pensare a quanti soldi potreste recuperare dopo una festa, per esempio, con tutte le bottiglie delle bevande finite da poter riciclare. O immaginate di fare un giro a piedi per qualche parco pubblico, o sul lato di qualche strada trafficata: dopo un paio d’ore di “raccolta” si potrebbe probabilmente tornare a casa con un bel gruzzolo – e con totale beneficio anche del verde pubblico.

 

 

www.tomra.com
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I distributori automatici “invertiti”, o cassonetti intelligenti

 

Ma perché il sistema funzioni è necessario rendere questo processo facile, accessibile e sicuro. È qui che entrano in gioco le Reverse Vending Machine, distributori automatici che funzionano, appunto, in modo “invertito”: invece di espellere prodotti nuovi, raccolgono prodotti finiti e li riciclano automaticamente.

 

In Italia questo tipo di macchinette, conosciute come cassonetti intelligenti, è ancora poco presente, ma è un business in grande crescita e che sta ricevendo molte attenzioni e grandi sforzi di innovazione. Tomra per esempio è un’azienda Norvegese ed uno dei più grandi produttori al mondo di queste macchine. Con più di 70.000 installazioni in 40 Paesi, l’azienda stessa stima di contribuire ogni anno ad un risparmio di gas serra corrispondente a quello di 2 milioni di automobili, ciascuna guidata per 10.000km.

 

Durante Venditalia 2016 abbiamo potuto vedere all’opera una di queste Reverse Vending Machine, importata in Italia da LoveRecycling ed esposta in fiera tra le migliori novità basate su tecnologia Intel per il settore del vending. Queste macchine, infatti, sono dei veri e propri concentrati di innovazione tecnologica.

 

www.tomra.com
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Contrariamente ad una vending machine tradizionale, che deve solo ricevere un input dallo schermo e fornire il prodotto corrispondente, una Reverse Vending Machine è incredibilmente più complessa. Da una parte, ovviamente, deve riconoscere l’oggetto che viene inserito al suo interno, operazione possibile tramite l’etichetta. Ma non sempre le etichette sono intatte o presenti, per questo i modelli più evoluti riescono addirittura a riconoscere il materiale di cui è fatto il contenitore inserito, per poterlo poi smistare sempre in modo corretto. Tra l’altro sono anche capaci di riconoscere un contenitore vuoto da uno pieno, rigettando quest’ultimo, di pulire i rifiuti e di compattarli, in modo differenziato e nella soluzione che occupi meno spazio possibile,  di riconoscere infine un contenitore riutilizzabile per poi smaltirlo diversamente da uno che non lo è. Grazie alla complessa tecnologia che abilita queste funzionalità, non solo le Reverse Vending Machine possono educare i consumatori ogni giorno e semplificare il processo del riciclo, ma soprattutto possono garantire un tasso altissimo di riutilizzo dei materiali raccolti, evitando un lavoro di smistamento altrimenti complesso ed anche vagamente nauseante.

 

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Nei Paesi in cui la tecnica dell’incentivo economico al riciclo è in vigore, esistono delle precise normative che ne regolano il processo. Ma secondo i dati forniti da Tomra, l’85% del consumo di contenitori riciclabili (stimato in almeno 1000 miliardi di unità l’anno) avviene proprio in Paesi, come l’Italia, in cui non esiste una legge che richieda di pagare un deposito rimborsabile – mercati in cui, quindi, la responsabilità del riciclo è lasciata unicamente all’attenzione ed alla motivazione personale degli abitanti. Neanche a dirlo, in questi paesi solo 1 contenitore su 5 finisce per essere riciclato correttamente. Proprio per questo motivo, in questi Paesi si stanno affermando interessanti iniziative su base volontaria, in cui imprenditori illuminati, in modo autonomo, stanno puntando sulle Reverse Vending Machines per sensibilizzare i singoli individui sul tema del riciclo. I benefici sono infiniti, ben oltre il semplice riutilizzo di materiali, partendo sicuramente da quello dei rifiuti: i contenitori riciclabili rappresentano infatti tra il 40 e il 60% dell’immondizia che si trova in città e in natura, anche perché al contrario dei rifiuti organici il tempo non li scalfisce quasi per niente. C’è poi un tema più psicologico ed educativo, che si basa sul desiderio degli individui di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, di apprendere e di migliorare, e di venir ricompensati – psicologicamente ed economicamente – quando lo fanno. Ma anche dal punto di vista delle aziende, dei negozi o dei supermercati, installare una Reverse Vending Machine ha solo ricadute positive: i clienti saranno probabilmente più portati ad andare a riciclare in un posto in cui sanno di ricevere una ricompensa, ed a spenderla poi nel negozio più vicino.

 

www.yahoo.com/style/plastic-bottle-trash-photos-of-maldives-98909426767.html
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Riciclare diventa social

 

Ma quali sono le più potenti forze trainanti per spingere l’essere umano ad impegnarsi? Probabilmente due: collaborazione e competizione. E proprio su questi due assi si basano alcune interessanti iniziative, rese possibili grazie alle Reverse Vending Machines ed alla possibilità di connetterle ad internet e di creare un profilo personale dell’utente sul display integrato. Con questo meccanismo, una persona può tenere traccia della propria attività di riciclo personale, dei buoni guadagnati e dei suoi progressi. Ma può soprattutto confrontarsi con gli altri. Così, ad esempio, alcune aziende hanno installato delle Reverse Vending Machines nei propri uffici e lanciato sfide ai dipendenti, invitandoli a collaborare con i colleghi per superare altre sedi o altre squadre in una divertente gara all’ufficio più green, mettendo in palio anche premi importanti per stimolare il gioco stesso. L’integrazione con un sito web dedicato e con i Social Network ha fatto il resto: i risultati, chiaramente, sono stati incredibili.

 

Sicuramente già conoscevate l’importanza del riciclo in molteplici ambiti, e probabilmente già sapevate che da esso potesse scaturire un ritorno economico…ma che riciclare potesse addirittura diventare un’attività social, ve lo sareste aspettato?

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