Realtà virtuale

Razer OSVR – Perché i videogame basati sulla realtà virtuale open source sono un’idea brillante

 

Realtà virtuale è un termine che mi è familiare. Mi ricordo (solo vagamente, devo ammetterlo) una conferenza che tenni in un liceo italiano a Madrid nella metà degli anni ’90, durante la quale affermai che stavano per arrivare possibilità illimitate nell’utilizzo della realtà virtuale in campo scientifico. Non accennai alla realtà virtuale accessibile a tutti, perché all’epoca la tecnologia alla base dei caschi e dei guanti per la realtà virtuale, utilizzati, ad esempio, in campo medico per manipolare le proteine, non era associata a dispositivi che potevamo avere a casa nostra.

Tutto quello che ricordo sono un paio di occhiali piuttosto pesanti abbinati a un gioco molto mediocre che riproducevano ambienti 3D. A dire la verità, se dopo tre minuti non ti veniva un mal di testa martellante e non avevi un po’ di vertigini, probabilmente eri un pilota di un aereo da caccia o un astronauta. In breve, nessuna persona normale era in grado di sostenere questa simulazione della realtà virtuale.

E utilizzo la parola “simulazione” perché, malgrado il successo di certi mondi virtuali (qualcuno ricorda Second Life?), era una versione “annacquata” della realtà virtuale. Intendo dire che in sostanza non c’era immersione e l’interazione con gli spazi 3D era ridicola.

Prossima fermata: videogame 3D immersivi

Vent’anni dopo, la tecnologia ha ormai raggiunto un livello in cui può soddisfare i requisiti grafici e computazionali della realtà virtuale in ambito domestico, principalmente nei videogame. La tipica frase: “Questo è l’anno della realtà virtuale” non mi è mai uscita di bocca, né mai uscirà. Intendo tenere i piedi per terra, dopo tutto, “Questo è l’anno di…” è una frase sentita e risentita su prodotti che alla fine si sono risolti in un nulla di fatto, per i quali è usata la definizione di “vaporware”. C’è da dire, però, che la realtà virtuale ha fatto la parte del leone al CES 2015 di Las Vegas.

Detto questo, c’è un gran movimento nel mondo dei videogame che sfrutta i dispositivi per la realtà virtuale, in particolare gli occhiali, anche se chiamarli “occhiali” è un po’ una forzatura visto che non somigliano a quelli che porto tutti i giorni.

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OSVR: un ecosistema open source

Ci sono diversi dispositivi in competizione tra loro e ne abbiamo parlato nell’articolo: Get your game face on! (Affronta il tuo videogame a viso aperto!) 9 visori per la realtà virtuale (VR) a confronto. Una delle novità che ha attirato la nostra attenzione al CES 2015 è stato l’approccio Open Source Virtual Reality (OSVR) di Razer, una piattaforma aperta per la creazione di videogame. Grazie a dispositivi speciali (ad esempio, gli occhiali prima citati), questa piattaforma ci consente di sfruttare mondi virtuali in cui il livello di immersione è davvero ben riuscito.

OSVR è un progetto supportato da aziende come Razer, Leap Motion, Sixense, Gearbox Software, Otoy, Sensics, Nod e Untold Games. L’aspetto più interessante di OSVR è un kit di sviluppo chiamato OSVR Hacker Dev Kit, che costa solo 199,99 dollari.

Prima di spiegare che cosa offre OSVR al panorama dei videogame di realtà virtuale, diamo un’occhiata all’hardware incluso nel kit di sviluppo:

  • Modulo HMD: un sensore con accelerometro, giroscopio e bussola integrati. È inoltre dotato di una connessione esterna USB 3.0 per accessori supplementari e di due connessioni extra USB 3.0 per l’espansione interna.
  • Schermo: un FHD OLED da 5,5 pollici con una risoluzione di 1080 x 1920 pixel (401 PPI), in grado di supportare immagini a 60 fps. Gli schermi sono intercambiabili.
  • Modulo ottico: un sistema a due lenti (per evitare di stancare gli occhi) con un campo di visione diagonale di 100 gradi (90º H x 90º V). Regolazione indipendente della distanza tra pupille e diottrie per utilizzarlo senza occhiali (per le persone che ne hanno bisogno, ovviamente).
  • Modulo meccanico HDM: una maschera facciale rimovibile con schiuma in microfibra per una maggiore comodità.
  • Cinghia: fornisce ulteriore connettività USB 3.0, codec integrato di audio surround, sistema di gestione ergonomica dei cavi e un amplificatore di segnale.

Per quanto riguarda il software, i videogame sviluppati con i motori grafici Unity 3D, Unreal Engine 4, Chrome Engine, Unigine e HeroEngine saranno tutti compatibili con OSVR. Inoltre, anche i videogame sviluppati con OSVR saranno compatibili con altri dispositivi per la realtà virtuale, come Oculus Rift.

Senza dubbio, OSVR è una boccata d’aria fresca nel mondo della realtà virtuale. Non è controllato da un’azienda in particolare, funziona con vari sistemi operativi (Android, Windows e Linux) e si basa su una piattaforma open source.

Auguro ogni bene a OSVR, perché aiuterà ad evitare la frammentazione attuale causata dalle decine di dispositivi per la realtà virtuale oggi disponibili. In questo modo, gli sviluppatori possono programmare utilizzando una gamma più ampia di dispositivi compatibili, garantendo maggiore diffusione (e profitto) al loro lavoro.

Ora non ci resta che sperare che, come prevede qualche guru dell’intrattenimento digitale, in futuro tutte le case saranno dotate di un dispositivo per la realtà virtuale. OSVR è un chiaro passo avanti verso questo futuro.

 

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