La tecnologia offre la consapevolezza dello spazio circostante alle persone che hanno perso la vista

by Ken Kaplan
Writer

Dei ricercatori stanno combinando una videocamera con rilevamento della profondità e le tecnologie dell’Internet delle cose con l’intelligenza artificiale per creare un dispositivo indossabile che potenzia la consapevolezza sensoriale delle persone con problemi di vista.

All’età di 14 anni, Darryl Adams si rese conto che la sua capacità visiva stava gradualmente regredendo a causa di una patologia oculare ereditaria, la retinite pigmentosa.

I fotorecettori degli occhi di Adams stanno lentamente perdendo funzionalità, indebolendo la visione periferica e la capacità di vedere con luce soffusa o di notte. Vede il mondo sotto forma di frammenti fuori fuoco che assembla in un mosaico offuscato.

Ma un sistema di sensori del corpo realizzato da un collega, in grado di trasformare la vista in sensazioni, offre ad Adams una speranza.

“Per anni ho pensato a come avrei potuto usare la tecnologia per migliorare la mia vista o per sostituire quello che mi manca”, ha affermato Adams, un Program Manager che ha lavorato in Intel per oltre 20 anni.

indossabile per la consapevolezza spaziale

Soprannominata Intel RealSense Spatial Awareness Wearable, la versione più recente del prototipo è basata su un modulo di elaborazione Intel Joule, una videocamera Intel RealSense, alcune schede tinyTILE con Intel Curie, elaborazione dati e tecnologie tattili. Il prototipo “vede” gli oggetti posti davanti e intorno a chi lo indossa, individuandone la posizione: alto, basso, destra o sinistra.

Quando chi lo indossa si avvicina a un oggetto, il sistema attiva dei sensori di vibrazione della dimensione di un pollice posti sul petto, sul busto e in prossimità delle caviglie.  Più è vicino l’oggetto, più intensa è la vibrazione.

“Il potenziale è stato subito evidente”, ha affermato Adams, che ha contribuito a migliorare il prototipo fin dalla prima dimostrazione pubblica, all’International Consumer Electronics Show 2015.

Il suo campo visivo è limitato a meno del 20% di un campo visivo normale, per cui gli mancano stimoli visivi importanti per l’interazione sociale. Spesso non riesce a cogliere una stretta di mano o altri piccoli gesti della vita quotidiana, e le persone sembrano letteralmente apparire dal nulla.

Ha affermato che il prototipo indossabile ha migliorato la sua sicurezza nella comprensione e nella capacità di rispondere in modo appropriato all’ambiente circostante.

“Ha dimostrato che posso contare su altri elementi oltre alla mia vista limitata per capire che cosa mi circonda”.

cintura prototipo

Dal momento in cui è stato realizzato il primo prototipo nel 2015, Robert Cooksey, progettista e ricercatore del Maker and Innovator Group di Intel, ha migliorato il design insieme ai suoi colleghi per renderlo maggiormente portatile. Una volta indossato, il sistema fornisce la consapevolezza spaziale dell’ambiente, potenziando la visione periferica, ha affermato Cooksey.

“Lavorare con Darryl è stato un dono”, ha continuato Cooksey. “Ha indossato i nostri prototipi più di chiunque altro e ci ha veramente aiutato a capire come farli funzionare meglio”.

Attività di test dei prototipi

Se la tecnologia non può certo ridare la vista, Adams e Cooksey sono convinti che 39 milioni di persone non vedenti e 285 milioni di persone con disabilità visive potrebbero trarre vantaggio dal sistema se i produttori ne realizzassero il potenziale.

Nel 2016 gli studenti di oftalmologia e optometria dell’Università dello Iowa, guidati dal dottor Stephen Russell, hanno realizzato un prototipo simile basato su un progetto open source condiviso da Intel.

“Il dottor Russell conosce le tecnologie mirate a combattere le patologie che comportano una degenerazione retinica, e ha riscontrato che il prototipo di Intel è il modo più semplice per sviluppare un dispositivo”, ha affermato Dylan Green, studente universitario e assistente di ricerca al progetto dell’Università dello Iowa.

Cintura LEO
La cintura optoelettronica e la T-shirt dotate di sensori sviluppate dall’Università dello Iowa per il miglioramento della vista negli ipovedenti.

Il team di Green ha introdotto diversi miglioramenti alla soluzione Intel per creare un dispositivo più semplice, più facile da indossare e da usare. Al momento il team ha allestito 10 prototipi denominati LEO Belt (Low-vision Enhancement Optoelectronic Belt) in fase di test su persone che si sono prestate a una corsa a ostacoli improvvisata.

“L’obiettivo principale del nostro progetto è di contribuire a proporre soluzioni alternative più convenienti di quelle attualmente in circolazione”, ha affermato Green. “Pensiamo di percorrere tutto l’iter burocratico medico, mostrare l’utilità del dispositivo e aumentare la consapevolezza generale del suo valore.  Vogliamo accelerare il processo di diffusione di questa tecnologia”.

Green ha affermato che la tecnologia si sta evolvendo rapidamente. Il suo team è già passato dall’impiego di un tablet Microsoft Surface a un Intel Compute Stick, che ha le dimensioni di circa la metà di un mazzo di carte.

Cintura LEO
Intel RealSense, Intel Compute Stick e la batteria usata per realizzare il prototipo dell’Università dello Iowa, denominato Low-vision Enhancement Optoelectronic Belt.

Ha affermato che i nuovi moduli di elaborazione e la tecnologia delle videocamere stanno diventando sempre più piccoli e più potenti, per creare dispositivi più efficienti in grado di migliorare la vita delle persone.

Un’esplosione cambriana di innovazione

Cooksey ha riconosciuto al suo collega Rajiv Mongia, Director of Experience and Outreach del Maker and Innovators Group di Intel, il merito di aver avuto l’idea che ha consentito al team Intel di creare il prototipo Spatial Awareness Wearable. Mongia vede questa innovazione come un esempio dei fattori trainanti della quartarivoluzione industriale.

“Nelle prime tre rivoluzioni industriali spesso le persone incontravano difficoltà a entrare in possesso delle tecnologie necessarie per innovare.  Di conseguenza, l’innovazione era limitata a coloro che avevano accesso a risorse finanziarie o di conoscenza per inseguire i propri sogni”, ha affermato Mongia.

“L’elemento che guida la quarta rivoluzione industriale è l’accessibilità delle tecnologie, che consente di innovare a decine di milioni di persone”.

Quando potenti tecnologie sono accessibili a più persone, queste ultime possono sperimentare, realizzare prototipi e commercializzarli. Secondo Mongia, questa situazione genererà un’ondata di innovazione simile all’esplosione cambriana in biologia, che ha portato alla varietà delle specie che osserviamo oggi.

modulo intel joule

“Nei prossimi 10 anni l’innovazione è destinata ad essere sbalorditiva”.

Usare un sistema di sostituzione sensoriale come il prototipo SAW per aiutare le persone a capire meglio il mondo visivo ha un potenziale notevole, ha affermato Adams.

Share This Article

Read Full Story