Game On!

La continua battaglia per le massime performance nel gaming

Sebbene la Legge di Moore non sia affatto morta, come è stato invece sostenuto più volte negli ultimi mesi, è chiaro come col passare degli anni il suo impatto si stia riducendo.

“Il numero dei transistor raddoppia ogni 18 mesi” più che un dato di fatto, questa è stata una sorprendente intuizione, oltre ovviamente ad un incitamento verso i produttori di microprocessori a cercare costantemente l’aumento di potenza e a mantenere viva la ricerca per il miglioramento dei processi produttivi. Intel stessa sviluppa i suoi chip con una strategia sintetizzata nel cosiddetto modello “tick-tock”, con il quale l’azienda si impegna a continuare ad innovare nella tecnologia del processo di produzione e nella microarchitettura dei processori alternando i cicli “tick”, con cui Intel realizza progressi nella tecnologia del processo produttivo, a quelli “tock”, in cui utilizza le precedenti tecnologie del processo di produzione del ciclo “tick” per introdurre una nuova e significativa innovazione nella microarchitettura dei processori.

Nonostante sia difficile credere che i processori dalle prestazioni estreme possano evolversi in modo sorprendente, in realtà il mercato dei top di gamma è più roseo che mai, e vede un costante aumento degli acquirenti. Del resto stiamo vivendo il periodo di massimo boom per quanto riguarda il gaming su PC ed è quindi naturale la costante ricerca del prodotto più potente e all’avanguardia, ma anche di quello più efficiente, che possa trovare spazio in case di piccole dimensioni, simili a quelle delle attuali console, da affiancare magari ad una tv per poter così godere al massimo dei benefici del PC gaming comodamente seduti sul divano.

 

Il re indiscusso di quest’anno è infatti l’Intel Core i7 7700K, testa di ponte della serie K che contraddistingue i processori con moltiplicatore sbloccato e quindi pronti all’overclocking. Caratterizzato da 4 core con Hyper Threading a 4,2 GHz, di fabbrica può arrivare ai 4,5 GHz con Turbo Boost, ma in pochi passaggi (non più complessi come una volta) si può andare a toccare la frequenza di 5 GHz, ovviamente studiando un apposito impianto di raffreddamento a liquido. Un risultato eccellente per un processore consumer che attualmente si trova sul mercato tra il 350 e i 400 euro.

Il recente passato ci ha abituati a videogiochi che ignoravano il multithreading, cercando invece la velocità massima per core. Il discorso è cambiato nell’ultimo periodo e molti dei più evoluti motori grafici riescono a gestire al meglio il calcolo su diversi thread. In quest’ottica gli otto thread dell’Intel Core i7 7700 svolgono un lavoro eccellente per portare al massimo le prestazioni in game.

Intel core i7 Gaming

 

Mettendo a paragone l’Intel Core i7 7700k e il suo fratellino minore Intel Core i5 7600k, che si differenzia sostanzialmente per una frequenza di 3.8 GHz base che arriva fino a 4.2 GHz in Turbo Boost (ma soprattutto per i quattro thread in meno), si può notare come l’Intel Core i7 sia capace di prestazioni maggiori fino al 35% rispetto all’Intel Core i5, ed il balzo più ampio lo si può proprio vedere in quei giochi in cui il multithreading viene sfruttato al meglio; mettendo in comparazione diretta Intel Core i7 ed Intel Core i5 alla stessa frequenza di clock (andando quindi ad overclockare il 7600k), è ancora più facile percepire il salto: ad esempio, un gioco estremamente basato sulla CPU, come Ashes of the Singularity, gira mediamente a 10 FPS in più su un Intel Core i7, rispetto al fratellino; in Crysis 3, ormai vecchia gloria del gaming, ma sempre attuale quando si parla di portare al limite un PC, si registra un miglioramento di oltre 30 FPS; infine, tornando all’attualità con Rise of the Tomb Raider, si ha una media anche qui di 30 FPS in più. Il processore Intel Core i5 è sempre un processore dalle capacità più che ottime, ad un prezzo leggermente ridotto, ma questo paragone serve a dimostrare quanto l’Intel Core i7 riesca a spingersi oltre le possibilità del suo fratello minore, raggiungendo risultati eccezionali.

 

E con le generazioni precedenti invece? Per via dell’ottimizzazione nel modello “tick-tock” sopra descritto, le differenze di prestazioni con l’equivalente Intel Core i7 dell’anno scorso sono ovviamente più contenute. Dove può emergere una differenza più marcata è soprattutto nell’utilizzo delle RAM che, con questa generazione, possono essere sfruttate alla frequenza di 2400 MHz, lasciando all’overclocking la possibilità di salire a 3000 MHz.

Nel frattempo però le schede madri iniziano ad introdurre il supporto fino a 4200 MHz, così come i produttori di memorie che seguono a ruota: per questo motivo molto probabilmente in futuro vedremo un boost di performance non solo dovuto all’aumento di clock su core, ma anche grazie alla banda passante dalle RAM.

gaming

 

In sostanza, se siete ancora su macchine equipaggiate con Intel Core i5 o addirittura Intel Core i3 delle generazioni precedenti, il passaggio ad un processore Intel Core i7 7700K sarebbe in grado di andare a sopperire ogni genere di richiesta per i videogiochi attualmente in commercio, specialmente quelli che sfruttano il multithreading e che stanno diventando la maggioranza.

Per le stesse ragioni, se state progettando un nuovo PC da gioco, un investimento leggermente maggiore su un Intel Core i7 vi consentirà di restare al top con gli FPS ancora per parecchi anni, magari affiancandolo con delle RAM ad alte prestazioni per evitare qualsivoglia collo di bottiglia sulla CPU.

 

 

di Tommaso Valentini – Multiplayer.it

Condividi questo articolo

Argomenti correlati

Gaming Innovazione tecnologica

Leggi il successivo

Read Full Story