Il retrogame oggi, tra tecnologie e giochi da tavolo

retrogame

Il retrogame abbraccia un discreto numero di categorie merceologiche. È un argomento più che mai attuale, fresco, al centro di dibattiti appassionanti e ritrovi di amanti delle generazioni che furono. La cosa splendida, oggi, è che basta avere una mente aperta e le modalità di accesso agli universi dell’infanzia – o della giovinezza – si moltiplicano. Ciò che vi andremo a proporre sono un paio di direzioni per tornare a parlare, giocare, condividere titoli, saghe e franchise storici, riproposti in una chiave di lettura differente.

 

Che il mercato della nostalgia videoludica rappresenti un sempreverde inossidabile lo si sa ormai da tanto, tantissimo tempo. Più o meno da quando esiste il medium. Pensandoci meglio, il concetto di retrogame può esistere dal principio del mercato: probabilmente il Nintendo Color TV Game (esisteva realmente, addirittura in più modelli) era una perla rarissima già dai tempi del Nintendo Entertainment System (il NES, n.d.r.), così come è molto facile immaginare il Coleco Telstar un pezzo di nostalgia per alcuni degli acquirenti – quelli già grandicelli – del SEGA Master System. Parliamo di un ponte anagrafico importante poiché figlio degli albori dei videogiochi, anni ‘70 e ‘80, con in mezzo – tra l’altro – il crack dell’industria più famoso (l’unico?) della storia a rimanere come monito anche, soprattutto, per il mercato odierno.

retrogame
retrogame
retrogame
retrogame

 

Il retrogame oggi è per alcuni uno sfogo commerciale, alla ricerca fisica di console e videogiochi di decenni fa, in grado di farci affrontare nuovamente categorie di gameplay veramente hardcore, magari affiancati per comodità di utilizzo da Intel NUC o altre tipologie di mini-PC, soluzioni all-in-one compatte e affidabili, perfette per lo scopo preposto, a patto – lo ricordiamo sempre quando si parla di emulazione – di possedere le copie originali dei titoli che si desidera inserire nel mini-PC.

Dipende quindi dai punti di vista: oggi potrebbe essere considerato nostalgico tutto ciò che è stato vissuto da qualcuno e che invece altri non hanno mai esperito. È un concetto molto soggettivo; magari è nostalgia ciò che ha sapore di giovinezza e spensieratezza, oppure lo si può associare ad un’era videoludica, ad un momento della vita, ad un istante che non si scorderà mai o a scene che non torneranno. Nostalgia, oggi, ha il retrogusto del passato di qualità, non è un caso quindi che una piccola parte di quella splendida storia stia tornando – seppur quasi sempre con una veste non ufficiale – sfruttando la corrente delle nuove tecnologie.

 

Partiamo da un doppio simbolo, sia ludico che culturale. New Retro Arcade: Neon si pone come un modo per far rivivere i fasti di quell’incredibile luogo di ritrovo di una volta chiamato Sala Giochi. Grazie ad un’ottima commistione di realizzazione tecnica e tecnologia VR, questo software vi prende per mano portandovi indietro di un paio di dozzine di anni tra macchine arcade, bowling, freccette e atmosfera tipica di quel tipo di luogo di ritrovo ludico, perfettamente ricreata tramite Unreal Engine 4. Il software esiste ormai da qualche anno, ma l’ottimizzazione per Oculus Rift è quella che risalta più all’occhio tra gli appassionati. Ciò che maggiormente merita attenzione, però, è la presenza all’interno del gioco di cabinati virtuali con veri giochi tipici dell’epoca, tra cui alcuni emulati tramite Gearboy: software che emula Gameboy e Gameboy Color. L’atmosfera è convincente, acquistatelo senza remore. È il bello della scena indipendente: sviluppatori più o meno giovani che hanno voglia di dire la loro tra Game Jams e sfide ai limiti dell’impossibile.

 

La storia di Joseph Delgado è singolare: il giovane studente del New Jersey Institute of Technology ha confezionato in poche ore una versione VR niente male del popolare Duck Hunt, convertendo gli sprite in tre dimensioni ed aggiungendo anche una variazione nel gameplay: con il passare dei giorni, aumenta la difficoltà e le anatre sono più difficili da colpire. Niente di ufficiale, in realtà non è mai uscito per ovvi motivi di copyright, ma applaudiamo l’idea.

Ora invece scomodiamo Frogger e il suo seguito spirituale in VR: Look Both Ways è un approccio indie simile a quella appena raccontato, che porta il concept dell’attraversamento pedonale su Gear VR. C’è da dire che se dovessimo pensare ad un ottimo tool legato a Gear VR, penseremmo subito a Sideload VR. Lo strumento non fa altro che rendere open source l’ambiente di sviluppo di esperienze per Gear VR, fornendo la tecnologia di fusione dell’apk grezza dello sviluppatore con l’osig (Oculus Signature File, niente di più di una sorta di firma digitale per accedere alla funzionalità più intime del dispositivo mobile) dell’utente. In questo modo, un server remoto di Sideload riceve il prodotto, lo lavora e restituisce un’apk da installare sul telefono, così da renderlo compatibile con il Gear VR. Quake GVR (che non è il Quake ufficiale in VR, ma semplicemente una versione alternativa) è stato distribuito proprio in questo modo, ma potremmo andare avanti con la lista di vecchi videogiochi riproposti usufruendo di questa opportunità. Ma non c’è solo la realtà virtuale nella lista di modi per riesumare in maniera stilosa vecchie glorie videoludiche.

 

Parliamo dei giochi da tavolo, noti nel mondo degli appassionati come boardgames. Nel mondo sono tonnellate e anche in Italia la cultura, finalmente, si è ormai allargata a macchia d’olio. I giochi da tavolo sono molto più mainstream, socialmente accettati e talvolta dal seguito assolutamente incredibile. Prendiamo un esempio recente: pensate che il boardgame di Dark Souls III, nato su Kickstarter poco più di un anno fa, ha raggiunto il suo obiettivo di 50.000 sterline in meno di tre minuti e ad oggi il backing viaggia verso le 4 milioni di sterline. Un successone. Certo, il titolo non è certamente una vecchia perla del passato, ma sottolinea la curva crescente di interesse verso questo medium parallelo e maldestramente sottovalutato.

Chi non conosce Doom? La pietra miliare di id Software la conoscono un po’ tutti, ma quanti sanno che ne esiste una versione da tavolo? Gli invasori alieni sono arrivati sulla base di Marte da un’altra dimensione e i Marines devono ovviamente proteggerla. Il gioco è finito a tre giocatori ed è piuttosto semplice nelle meccaniche, con differenti scenari in ogni sessione, incluse regole speciali e obiettivi di ogni playthrough.

Sempre sci-fi, stavolta in salsa Blizzard: Starcraft. Anche qui, plance modulari per creare pianeti dell’universo di Starcraft. Ogni giocatore controllerà le varie unità militari e le potenzierà grazie all’utilizzo di carte atte allo scopo. Eravate fan della strategia più assoluta? Il gioco da tavolo di Sid Meier’s Civilization vi vedrà guidare le civiltà attraverso i secoli, evolvendo cultura, economia e naturalmente tecnologia, al comando di famosi leader storici, ognuno con abilità uniche.

 

Potremmo andare avanti con versioni Monopoly di Zelda o Fallout, o con giochi di carte non collezionabili. Tutto solo per dire come sia ormai piuttosto semplice tornare a vivere universi e ambientazioni della nostra nostalgia videoludica in una salsa moderna, sia essa VR, da tavolo, sotto forma di libro, serie televisiva o fumetto, basta solo ritrovare lo spirito goliardico e buttarsi a informarsi su Google. Serve anche la compagnia adatta e fidatevi, quella è la cosa più preziosa di tutte. Se la trovate, tenetevela stretta.

di Marco Perri

Condividi questo articolo

Read Full Story