Stile di vita

Gel autoriparante: come riparare gli schermi danneggiati degli smartphone

Sabine Berger Autorin, Hemd & Hoodie

Grazie alle capacità “autoriparanti” di un gel innovativo, le crepe sugli schermi degli smartphone potrebbero ben presto diventare un lontano ricordo. 

Sembra essere il destino della moderna tecnologia mobile: più è costoso il dispositivo, più rapidamente cade vittima della gravità, con la conseguente rottura dello schermo. Anche se non vi è capitato in prima persona, conoscerete sicuramente qualcuno a cui è ben nota la cosiddetta “app dell’Uomo Ragno”. Tuttavia, un’alternativa alle costose riparazioni dello schermo potrebbe essere presto disponibile.

Un team di scienziati dell’Università di Melbourne ha sviluppato un gel stampato in 3D in grado di cambiare forma e persino di riparare autonomamente i danni. Luke Connal della Melbourne School of Engineering è convinto che la stampa 3D rivoluzionerà la produzione industriale. Fino ad allora, però, si è riscontrata la mancanza di materiale adatto per realizzare prodotti davvero innovativi, ha affermato il chimico.

Un gel che ripara autonomamente i danni

Ecco perché Connal è il suo team stanno lavorando a un materiale basato su polimeri denominato 2-idrossietilmetacrilato (HEMA), utilizzato per diverse applicazioni tra cui lenti a contatto e unghie finte. Questa sostanza, simile a un gel, presenta una vasta gamma di proprietà particolarmente adatte alla stampa 3D. Durante il processo di stampa, il materiale ha la consistenza viscosa del dentifricio. Ma una volta completata la stampa e allentata la forza applicata, la sua stabilità aumenta.

Quando il gel, simile a un dentifricio, viene sottoposto allo stimolo corretto, ripara autonomamente crepe e rotture. Immagine: Pursuit – The University of Melbourne

Tuttavia, la vera innovazione è questa: il polimero, che ricorda una struttura organica simile alla nostra pelle, è in grado di rigenerarsi dopo aver subito piccoli danni. Questo processo di autoriparazione è il risultato di legami covalenti tra singoli atomi; i legami possono essere interrotti e poi ripristinati. Nella loro pubblicazione, i ricercatori hanno confermato che nel 98 per cento dei casi di test, gli oggetti stampati sono stati in grado di autoriparare i danni come crepe e rotture, e tornare alla forma originale.

Protezione migliorata per dispositivi costosi

Gli oggetti tridimensionali di questo genere che cambiano forma nel tempo potrebbero avere un’ampia gamma di applicazioni in futuro. Connal e il suo team ritengono che il gel autoriparante abbia enormi potenzialità per la protezione dei prodotti di fascia alta soggetti ad uso intensivo, come ad esempio smartphone, tablet e le superfici montate sulle auto. “La vita utile dei prodotti potrebbe essere estesa in modo significativo rivestendoli di questo materiale”, afferma Connal.

Un giorno potrebbe essere persino possibile produrre il gel autoriparante a casa con le stampanti 3D e applicarlo agli schermi. Immagine: Flickr – Patrick Hoesley

Nel futuro, i display dei dispositivi mobili potrebbero persino essere prodotti interamente con questo gel ed essere in grado di autoripararsi se sottoposti a calore o umidità. La sfida più importante, tuttavia, è garantire che venga mantenutaLa sfida più importante, tuttavia, è garantire che venga mantenutala capacità touchscreen dei display. E dal momento che si tratta di una funzionalità essenziale per produttori e utenti finali, Connal e i suoi colleghi stanno pensando di focalizzarsi sullo sviluppo di rivestimenti autoriparanti, soluzioni che faranno sicuramente la felicità di qualsiasi utente di smartphone.

Foto di apertura: Flickr – Ashwin Kumar

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