Game On!

Essere in gioco, ovvero come raggiungere la presenza virtuale nei videogiochi

di Matteo Sgherri,Ph.D.

Sviluppatore e creatore di contenuti per realtà virtuale, designer, 3D specialist, illustratore e grafico, blogger per tecnoscimmiati.it
Twitter @ilovedoom

La Realtà Virtuale

La realtà virtuale non è più soltanto un’ esclusiva industriale o militare a fini di addestramento. Intel, come altri produttori, ha fornito ai gamer la potenza e la qualità necessarie per gestire la realtà virtuale come nuovo media per i videogiochi.

Iniziamo dando uno sguardo dietro le quinte della realtà virtuale, prima ancora di passare a comprendere meglio la presenza del giocatore nei videogiochi stessi.

La rinnovata realtà virtuale, non più basata su schermi convenzionali o ingombranti e su costose attrezzature, è stata sdoganata dal successo di ‘Oculus Rift’, arrivato attualmente alla sua seconda release per sviluppatori, chiamata DK2 o Development Kit 2. Questo particolare hardware è l’unione tra un display con svariati sensori di movimento derivati dal mondo mobile ed un sistema di tracking esterno. Il suo uso è tanto semplice quanto stupefacente: indossando l’unità HMD del DK2 è possibile vedere in stereoscopia e controllare la posizione dello sguardo muovendo la testa. La tua presenza nel gioco è in questo modo assicurata.

Oculus Rift

Nonostante sia ancora un prodotto per sviluppatori, Oculus è entrato prepotentemente nelle mani di molti giocatori grazie a un prezzo ridotto e alla facile installazione del sistema anche su computer compatti o portatili, rendendo soluzioni mini-ITX o ‘fanless’ – come i recenti Intel® NUC o dispositivi basati sui processori Intel® Core™con Iris™ Pro – capaci di gestire il Sacro Graal della ‘computer vision’. Un setup per realtà virtuale può essere così costituito sia da un PC desktop con alte specifiche tali da assicurare il massimo della prestazione senza effetti collaterali, sia da un notebook con un’adeguata dotazione di porte, a cui collegare il sistema Oculus o uno similare.

Ormai è chiaro che i rinnovamenti a livello di hardware e realtà immersiva hanno fatto passi da gigante, ma come si è arrivati a tutto ciò? Come è stato possibile per gli sviluppatori stessi raggiungere questo traguardo e renderlo alla portata di tutti?
Oculus, Intel con la tecnologia RealSense™ ed altri produttori di dispositivi elettronici hanno creduto molto nell’utilizzo di piattaforme quali ‘Unity3D’ e ‘Unreal Engine’, che mettono a disposizione soluzioni grafiche e di sviluppo con documentazione libera e prezzi di gestione ridotti (nonché richiesta di ‘royalty’ compatibile con le economie da startup o ‘indie’).
In tal modo è stato possibile mantenere libere ed accessibili a tutti le librerie di sviluppo, intorno alle quali si è potuto lavorare agevolmente.

Questo contesto favorevole ha permesso di ottenere sia i contenitori che i contenuti per la rinnovata realtà virtuale.

Oculus Rift

Svelato il contesto di come oggi sia possibile ottenere una presenza virtuale, ora cerchiamo di capire la resa di tale presenza nel gioco.

Usare un HMD e un gioco VR (Virtual Reality) ti permette di starci dentro senza la pretesa di esserci fisicamente. Giocare senza cornici o limitazioni visive e di movimento permette di essere presenti anche in maniera semplice con tastiera e mouse. Più le periferiche replicano i movimenti del giocatore e più quest’ultimo diventa presente all’interno del gioco. Alcuni esempi sono ‘Leap Motion’ o Intel® RealSense™ , che replicano la posizione delle mani in ambiente virtuale e agevolano l’immersione totale nel mondo del videogioco.

Dal sito ‘Oculus Share’ e da ‘Steam’ nella sezione VR è possibile approvvigionarsi dei contenuti.

Tanto per iniziare a prendere dimestichezza con la visualizzazione è importante anche scegliere un primo contenuto tipo tutorial o primi passi. La scelta non può che essere “Welcome to Oculus”, in cui il documentario avvolge lo spettatore e gli permette di scalfire la superficie della presenza virtuale.

I simulatori più impressionanti

Tra i simulatori ‘Assetto Corsa’ e ‘EuroTruck simulator’ sono sicuramente i più impressionanti per qualità e cura del dettaglio, soprattutto nell’ottica di sfruttarne tutte le potenzialità. In entrambi i casi gli interni dei veicoli sono ricostruiti 1:1 e sono curati tanto da assicurare un’ ottima esperienza di gioco amplificata nel mondo VR. Il sentirsi a bordo della Ferrari di Lauda o di un tir Scania viene portato ai massimi livelli proprio durante il gioco grazie anche ai modelli dei guidatori.

‘Time Rifters’ è un esempio di come saranno i giochi FPS ( ‘ First Person Shooter’) non solo a livello di esperienza di gioco, ma anche dal punto di vista visuale e grafico. In molti, dopo aver visto il primo film di Iron Man al cinema o aver giocato a ‘Metroid Prime’ su Wii, abbiamo sognato un’interfaccia 3D tutta intorno o che replicasse una sorta di realtà aumentata da dati e informazioni utili al combattimento. In futuro il sistema di gioco potrà peraltro essere ampliato con altri dispositivi capaci di farci entrare ancora di piu’ nel gioco stesso, per esempio ‘wand’ come ‘Razer Hydra’.

Simulatori

Vanguard V e altri titoli interessanti

Poi ci sono titoli particolari e nostalgici: uno di questi è ‘Vanguard V’. Si tratta di un titolo a metà strada tra il mondo ‘otaku’ (appassionati di cultura, fumetti, videogiochi e cartoni animati giapponesi), di ispirazione ‘Zone Of Enders’, ‘Virtual On’, ‘Gundam Wings’ e ‘Evangelion’, che, per esplorare nuovi modi di giocare, pone il gamer in terza persona così da controllare una tuta spaziale e vecchi arcade a scorrimento. Musica e controlli di gioco sono la parte più sensazionale. Speriamo pero’ che in futuro si vada oltre alla demo (attualmente è ancora in ‘crowdfunding’ per proseguire lo sviluppo).

Chiarito che i contenuti sono pronti o in dirittura d’arrivo, come facciamo da utenti e gamer ad accettare la presenza nel gioco e non più il semplice schermo con tastiera e mouse o gamepad? È naturale letteralmente.

Non si tratta solo di giocare, ma di utilizzare direttamente il nostro corpo come controllo del gioco stesso e come navigazione all’interno dello spazio virtuale. La presenza sarà tanto più efficace quanto saranno naturali i movimenti e le azioni da replicare.

L’unico divario tra il gaming classico (su PC o console con monitor+tastiera+mouse o TV+gamepad) e l’adozione HMD+wand o HMD+tracking è il ‘lag’. Il cosiddetto ritardo (‘lag’ appunto) della risposta indica la differenza tra l’intenzione e l’effettivo riflesso della stessa in un’azione. Il ‘lag’ è come essere pesantemente sotto l’effetto dell’alcool, nausea inclusa, ma senza l’ebbrezza, a meno di non essere così presi dalla storia del gioco da emozionarsi esageratamente…

Solitamente nei videogiochi la nausea è un problema gestibile perché rimane nello schermo, potendo distogliere lo sguardo e l’attenzione ogni volta che vogliamo. Per i gamer incalliti è un problema tecnico da gestire appunto per raggiungere la vittoria.

In merito alla realtà virtuale con HMD si ingannano i sensi, soprattutto gli occhi e oltretutto si è completamente legati all’hardware: circa questo genere di tecnologie, oltre ad un uso moderato delle stesse, è consigliato di non essere completamente soli mentre le si usano, in modo tale da poter essere soccorsi in caso di malessere. Più è piccolo il ‘lag’ e meno si soffre la nausea. Aiutano ad arginare il problema PC dotati di processori all’avanguardia come la serie Core™di Intel, una discreta quantità di memoria RAM di supporto e un buon ‘hard drive’, particolarmente veloce se si tratta di SSD.

Attualmente il progresso cui stiamo assistendo nel settore gaming, grazie anche all’avvento di sistemi VR come ‘Oculus Rift’, è indubbiamente estremo, soprattutto se consideriamo il fatto che, dopo essere partiti come start up di successo poco più di due anni fa (uno dei traguardi più alti mai raggiunti da Kickstarter), sono oggi diventati leader di settore, forti degli investimenti di Zuckerberg CEO di Facebook e degli accordi con Samsung per la fornitura dei display ‘Super AMOLED’ ad alta risoluzione. Tale successo è infine incernierato dal supporto della comunità di giocatori, sviluppatori e ricercatori, senza i quali non si avrebbero i contenuti.

La presenza virtuale è pertanto assicurata ogni giorno di più all’interno del mondo 3D.
Siete tutti invitati!

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