All’avanguardia dell’innovazione

E sia la luce… con il video mapping!

Kurt De Buck Writer

Fino a che punto il video mapping e le installazioni di luci dipendono da computer all’avanguardia e da sofisticata tecnologia digitale? Scoprite in questo articolo il 2° Signal Festival, la più grande esibizione di luci d’artista nella Repubblica Ceca.

Secondo la legge di Moore, la potenza di elaborazione dei computer raddoppia ogni due anni. In pratica, questa potenza in crescita non solo consente calcoli più veloci e una videografica migliore per i giochi, ma permette anche ai computer di essere sempre più coinvolti nel nostro stile di vita e nella nostra cultura. Questa tendenza era chiara a tutti i partecipanti del Signal Festival, che si è tenuto per la seconda volta a Praga a metà ottobre. Questo festival di luci e arte ha illuminato le strade della capitale, presentando 21 installazioni, gran parte delle quali è stata resa possibile grazie alla tecnologia informatica.

Diamo un’occhiata a come funzione il video mapping, il più recente e apprezzato formato per le luci d’artista utilizzato negli spazi pubblici. Un’immagine appositamente progettata che mette in evidenza le caratteristiche architettoniche e crea l’illusione che l’edificio venga deformato o distorto viene proiettata su una facciata. Non è una coincidenza che il video mapping abbia dovuto attendere fino a questo secolo per avere il suo boom, dato che è necessaria una sfilza di software per la grafica e di hardware all’avanguardia per creare immagini del genere, oltre a idee e talento. Durante la proiezione, un computer, chiamato server multimediale, esegue una serie di operazioni impegnative e sofisticate. Per mezzo di una procedura di distorsione, il computer si accerta che l’animazione si adatti con precisione all’edificio. Nella maggior parte dei casi, un proiettore non basta e il server multimediale deve distribuire la proiezione tra più proiettori e garantire che l’immagine suddivisa combaci esattamente. Attività del genere richiedono talmente tante operazioni matematiche che nemmeno tutti gli abitanti della Terra riuscirebbero a calcolarle.  Tra l’altro, The Macula, un collettivo di mapping ceco, ha partecipato di recente al più grande evento di video mapping del mondo, nel corso del quale il Palazzo del Parlamento di Bucarest è stato coperto da un’immagine da ben 104 proiettori.

OUT OF PLACE, creato da: The Electric Canvas; foto: Michal Ureš. Fate clic per visualizzare l'originale.
OUT OF PLACE, creato da: The Electric Canvas; foto: Michal Ureš. Fate clic per visualizzare l’originale.

Un altro formato di luci d’artista è l’installazione di luci. Nel più recente Signal Festival, è stato installata un’opera d’arte unica, il progetto Light Barrier del duo di artisti Kimchi e Chips. Sull’isola di Střelecký, i due hanno esposto scene olografiche in 3D create da migliaia di raggi di luce che si sono fatti largo nella nebbia. È davvero ammirevole il fatto che Elliot Woods e Mimi Son, gli artisti che compongono il duo, condividano gratuitamente i codici completi di molte delle loro installazioni e strumenti. Controllando ulteriormente i codici, diventa chiaro che i trucchi di magia dei due sono resi possibili in particolare grazie alla tecnologia di computer vision OpenCV.

Calcoli complessi venivano macinati uno dietro l’altro anche in altre installazioni. La tecnologia digitale consente la trasformazione in dati di qualsiasi input in modo interattivo, e successivamente la trasformazione dei dati in luce e suono. Grazie a tale tecnologia, le opere d’arte possono raccontare delle storie servendosi di metafore inaspettate. Sul Ponte Carlo, l’installazione Murmur ha trasformato la voce in luce creando forme decorative non appena ciascun suono ha colpito la parete della torre del ponte. Altrove, una statua realizzata dallo studio ceco R/FRM e da Jan Nálepa è stata creata utilizzando la composizione di una scansione 3D. Ha suscitato un enorme interesse anche l’installazione The Pool, dell’artista americano Jen Lewin, composta da cento dischi, ciascuno dei quali conteneva un sensore, una luce e un microprocessore. Flow, un’installazione creata dall’autore di questo articolo, simulava decine di migliaia di particelle che volavano in una galleria del vento in tempo reale per mezzo di una risoluzione 5K. L’installazione Cyclique dell’artista francese Maxime Houot e del collettivo Nohista presentava 256 palloncini combinati in un’unica struttura gigantesca.

MURMUR, creato da: Chevalvert; foto: Alexander Dobrovodský. Fate clic per visualizzare l'originale.
MURMUR, creato da: Chevalvert; foto: Alexander Dobrovodský. Fate clic per visualizzare l’originale.

Il Festival ha presentato anche eventi collaterali, come laboratori in cui i partecipanti avevano la possibilità di fare esperienza pratica della creazione di luci d’artista. Nicola Pavone ha presentato le basi del video mapping, Martin Blažíček ha effettuato una dimostrazione del VJing algoritmico, io ho spiegato le possibilità del sensore Kinect, Mária Júdová e Jonáš Svatoš hanno mostrato come misurare la frequenza cardiaca per la scenografia delle esibizioni di danza usando un microcontroller con connessione Wi-Fi e Ondřej Chmel, insieme a Intel, ha illustrato come è possibile migliorare le vecchie tecniche di light painting grazie alla nuova tecnologia dei tablet. Ai partecipanti sono stati forniti tablet contenenti video di spazi diversi appositamente progettati. I partecipanti hanno quindi utilizzato i tablet per creare immagini olografiche acquisite servendosi della fotografia a lunga esposizione.

Le forme e i motivi artistici sono sempre stati influenzati dalla tecnologia, eppure i cambiamenti attuali sono inauditi. Possiamo solo immaginare quello che presenteranno i festival delle luci tra 12 anni…

Foto dal workshop Light Painting con Intel
Foto dal workshop Light Painting con Intel

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