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Dove finisce Minecraft?

Jason Johnson Freelance writer and editor

Lo YouTuber Kurt J. Mac al momento è in una missione impossibile. Sta tentando di arrivare alla fine di Minecraft.

Tanto per essere chiari, non sta cercando di arrivare alla fine nel senso del livello finale nel quale si combatte con un grosso drago e si vince la partita. Quello lo hanno già fatto in tanti.

Invece, si è ripromesso di raggiungere le più remote distese dell’ambiente naturale cubico di Minecraft fino a un luogo strano e trascendentale un tempo chiamato “le Terre Lontane”, ora noto ai più come “la fine del mondo” o “i confini del mondo”.

In un certo qual modo, non è dissimile dal centro di un buco nero o dalla città senza legge di Deadwood, nel Dakota del Sud. È un luogo dove vengono meno le norme che disciplinano il resto del mondo.

Minecraft, probabilmente il gioco più importante e più riuscito di questo secolo, è senza fine. A differenza del mondo reale, dove a un certo punto ritorni nello stesso punto di partenza se fai un lungo viaggio ad anello e lo porti in fondo, Minecraft è programmato per andare avanti in eterno.

Almeno, questo era il piano iniziale.

Ma il sistema su cui è basato fa fatica a tenere il passo con le richieste di eternità. Se vi allontanate un bel po’ dal punto iniziale, il codice sorgente a un certo punto funzionerà male e il gioco non sarà più eseguito in modo corretto.

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“Più vai lontano e più è pieno di errori”, ha scritto, Markus Persson, alias Notch, il progettista del gioco, in un post su Tumblr.

Questi misteri hanno attirato almeno un ficcanaso spingendolo a compiere un pellegrinaggio digitale.

Uno dei motivo per cui raggiungere il margine esterno di Minecraft è tanto interessante è semplice. La distanza è assurda.

Sono oltre tre anni e mezzo che Mac cammina e di questo passo, giocando in media per un’ora e 15 minuti alla settimana, la sua data di arrivo è prevista per una data indefinita nel 2036.

Fino a quel momento, attraverserà miglia interminabili di catene montuose, oceani rettangolari, filari di alberi e laghi.

Lo scenario di Minecraft ha un fascino bucolico, con tanto di caprette che belano, ma questo atto di turismo virtuale senza precedenti è più di un’esplorazione fine a sé stessa. In modo tortuoso, è anche un’esplorazione della stessa tecnologia.

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Secondo Nick Montfort, professore associato di Digital Media al MIT, coautore di Racing the Beam: The Atari Video Computer System, i giocatori come Mac “stanno esplorando l’architettura accidentale di un gioco e quindi stanno senza dubbio esplorando la piattaforma su cui il gioco è stato sviluppato.”

L’esplorazione nei giochi non è una novità, naturalmente.

Dai videogame di avventura testuale di fine anni ’70 come Zork ai moderni viaggi in bici attraverso la realtà virtuale, partire e scoprire cose è uno dei principi fondamentali di questo mezzo espressivo. Se però i giocatori si allontanano dai sentieri battuti e scoprono cose che non erano nell’intenzione dello sviluppatore, come sta tentando di fare Mac, beh, allora portano alla luce verità fondamentali sull’hardware e il software.

“Le anomalie di solito rivelano qualcosa sulla piattaforma su cui si basa il gioco o qualche problema di fondo”, ha affermato Montfort.

“Un problema con la texture, ad esempio, mostra come viene fatto il rendering di un mondo 3D. Non tutte le anomalie sono di grande interesse, ma alcune rivelano aspetti affascinanti.”

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I confini di Minecraft rientrano in pieno nella categoria affascinante.

Le Terre Lontane sono in costante mutamento con ogni nuova versione del gioco dalla beta in poi, perciò è difficile fare affermazioni indiscutibili in merito. In generale però, le proprietà fisiche del gioco vanno in tilt molto prima di arrivarci. I versanti delle montagne diventano stranamente distorti, come se Minecraft fosse stato reimmaginato dal pittore metafisico Giorgio de Chirico.

In un determinato momento c’era un muro invisibile eretto per tenere fuori i giocatori, ma da allora è stato abbattuto. Oltre quel muro invisibile troviamo un vuoto misterioso, che somiglia a un oceano artico con blocchi di ghiaccio galleggianti e diventa sempre più rado più si va lontano.

Quando Mac avrà raggiunto le coordinate dove inizia la fine del mondo, avrà viaggiato l’equivalente di quasi 13.000 km e il suo cammino lo avrà portato ad attraversare innumerevoli versioni dei vari biomi del gioco.

Se Mac rispetta il programma, avrà 47 anni, anche se ha già perso diverse volte. Per gran parte del viaggio, è affiancato dal suo compagno a quattro zampe Wolfie, un lupo che ha addomesticato nel gioco. Una volta, Mac e Wolfie sono stati separati a causa di un’anomalia, ma in un secondo tempo si sono ritrovati, per miracolo, grazie ad un’altra anomalia.

Come il viaggio stesso, le anomalie hanno la possibilità di essere fortunate o di andare malissimo. Quando Mac arriverà a destinazione, tra molti anni, il gioco avrà già iniziato a rallentare e sarà come camminare sulle sabbie mobili.

Ci sono buone probabilità che il gioco si arresti in modo anomalo prima che entri nella terra promessa, dove l’infinito si frange contro i limiti dell’architettura del computer come le onde contro un frangiflutti.

Ma forse ce la farà.

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