Attenti al ladro: quanto vale la sicurezza del nostro PC?

sicurezza del nostro PC

Il PC e lo smartphone sono oggi diventati probabilmente gli oggetti più preziosi che possediamo: non tanto (o non solo) per il costo, né per il valore affettivo che hanno per noi, ma perché veramente la nostra intera identità, i nostri più importanti lavori, i nostri più segreti codici di accesso, sono tutti racchiusi tra i suoi circuiti e dipendono unicamente dal livello di sicurezza del nostro PC o device.

Tanto più quando il computer è quello aziendale, che sempre più spesso possiamo e dobbiamo usare fuori dagli ambienti di lavoro, con incredibili vantaggi per il nostro tempo, ma anche con inquietanti conseguenze in caso di furto.

 

Ma è davvero così pericoloso il furto dell’hardware? O forse oggi che tutto è digitale e che siamo sempre connessi in rete, la vera minaccia viene dal furto che passa per il software? Se vi è mai capitato di aprire una mail che sembrava assolutamente autentica o di cliccare involontariamente su un banner, per poi cominciare a ricevere sul vostro telefono cellulare avvisi di acquisti effettuati con la vostra carta di credito senza che voi ne siate gli autori, sapete certamente come ci si sente: violati, indifesi, spaesati.

Ormai non è più questione di password: sono passati i tempi in cui tutti scrivevano la propria data di nascita (almeno si spera), oggi quasi tutti noi utilizziamo password complesse con caratteri speciali e numeri, o addirittura programmi esterni che generano e memorizzano al posto nostro sequenze improbabili di lettere e numeri. La minaccia di oggi viene dalle nostre stesse azioni: un click sbagliato, e in un attimo qualche malintenzionato può avere accesso a tutti i nostri dati più sensibili. Esistono addirittura software in grado di riprendere le lettere digitate sulle nostre tastiere o fare screenshot delle schermate sul nostro PC, cosí da dare a chicchessia involontario accesso al nostro account personale.

E se questo è un problema per i singoli lavoratori, immaginiamo quanto questo possa essere grave su un server aziendale! Informazioni sensibili tenute in ostaggio in cambio di soldi: è questa la nuova frontiera del “riscatto 2.0”. Sembra infatti che ormai più del 50% dei furti di dati sia originato proprio da errori di autenticazione da parte degli utenti, e che questi incidenti abbiano causato alle aziende 2.9 miliardi di danni solo nel 2015, con un incremento del numero di violazioni del 22% nell’anno successivo.

 

Come proteggere quindi la sicurezza del nostro PC se una password non basta più?

Per fortuna mano a mano che le abilità degli hacker aumentano, stanno aumentando esponenzialmente anche le innovazioni tecnologiche, nonché gli sforzi delle società high-tech per contrastarli. Le ultime frontiere in fatto di sicurezza dei nostri PC sono proprio i PC stessi! I modelli più recenti, soprattutto quelli ad uso professionale equipaggiati con i processori Intel Core vPro di ultima generazione, integrano una tecnologia di protezione a più fattori ottimizzata tramite l’hardware, chiamata Intel Authenticate.

Cosa significa? Semplicemente che ad una password o un PIN personale vengono affiancate altre informazioni richieste, altamente personali e in numero variabile. Altamente personali come l’impronta digitale, il riconoscimento facciale, l’uso di un PC precedentemente riconosciuto, o un secondo apparecchio come il cellulare o lo smartwatch. E in numero variabile perché all’aumentare delle variabili richieste si riducano le possibilità che un malintenzionato possa entrare in possesso di tutte, nello stesso momento. In più, molteplici tecnologie possono interagire contemporaneamente per garantire il massimo livello di sicurezza: quando i dati vengono incrociati con le informazioni provenienti dal Bluetooth degli altri device, piuttosto che dal rilevamento della posizione utilizzando l’Intel Active Management Technology, le possibilità che un ladro, sia di hardware che di software, riesca a fare breccia nel nostro sistema, si riducono drasticamente.

sicurezza del nostro PC

 

E se volessimo ottenere lo stesso livello di sicurezza del nostro PC non aziendale?

Anche gli utenti che non possiedono uno smartphone, un tablet o un PC per uso aziendale possono trovarsi nella condizione di temere enormemente i ladri di identità. Da una parte quasi tutti i siti web ormai riconoscono le nostre carte di credito, cosa che rappresenta una grande comodità quando si tratta di fare shopping compulsivo, ma che è anche un incredibile lasciapassare per gli smanettoni malintenzionati. Dall’altra, tutti possediamo file privati di svariata natura e che non vogliamo finiscano nelle mani sbagliate.

Ci sono infinite applicazioni e software disponibili online, gratis o a pagamento, che ci permettono di creare, memorizzare e recuperare in un attimo tutte le nostre password, ma pochi integrano nei dispositivi che possediamo le tecnologie di autenticazione a più fattori di cui parlavamo prima. Qualcosa, però, c’è: Intel TrueKey, per esempio, è una potente applicazione che combina le funzionalità di memorizzazione delle password, criptate con la tecnologia più sicura possibile, con quelle dell’autenticazione a più fattori, lasciando all’utente la massima libertà nella scelta di quali e quanti (minimo 2) fattori impostare, differenziandolo anche a seconda dei diversi siti se lo si desidera.

Insomma, se i ladri diventano sempre più bravi a derubarci, anche i nostri “antifurti” tecnologici diventano sempre più potenti. E mano a mano che i nostri dispositivi integrano sempre di più la possibilità di analizzare le nostre informazioni biometriche, si aprono scenari un po’ fantascientifici, ma anche davvero interessanti. Ladro avvisato…..

di Ilaria Cazziol

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