All’avanguardia dell’innovazione

Super uomini: superare la disabilità grazie alla tecnologia

Marini Albert Writer

La vita pone di fronte a molti ostacoli e alcuni di essi, soprattutto quelli che limitano le nostre capacità fisiche e mentali, sembrano essere quasi insormontabili. Il progresso tecnologico, unito alla creatività e alla capacità di saper innovare, ha aperto la strada ad una nuova rivoluzione che punta proprio ad offrire una qualità di vita sensibilmente migliorata alle persone affette da qualsiasi tipo di disabilità. Il mondo hi-tech e quello della medicina stanno unendo le loro forze per superare la disabilità, creando progetti innovativi ad alto tasso tecnologico.

 

Esoscheletri, il futuro è già presente

Nome: Esoscheletro medico - http://eksobionics.com/product/ekso-bionics-ekso-gt/
Nome: Esoscheletro medico – http://eksobionics.com/product/ekso-bionics-ekso-gt/

 

Negli ultimi anni abbiamo spesso sentito parlare di esoscheletri, strutture robotiche che vengono alimentate da un sistema di motori idraulici o pneumatici e possono essere utilizzate in ambito medico-riabilitativo.

 

La nascita degli esoscheletri può essere datata a metà degli anni ’60, quando la General Electric iniziò il programma di sviluppo di Hardiman, un esoscheletro meccanico che avrebbe permesso ad un essere umano di sollevare quasi 700 chilogrammi. Il progetto venne poco dopo abbandonato a causa di problematiche tecniche, tra cui il peso eccessivo dei materiali.

 

Oggi, dopo più di cinquant’anni di avanzamento tecnologico, gli esoscheletri stanno rapidamente diventando realtà. Ad esempio, persone costrette a vivere su una sedia a rotelle per la perdita dell’uso delle gambe sono ritornate a camminare grazie ad esoscheletri dedicati. Anche in Italia troviamo strutture sanitarie, come l’Irccs San Raffaele Pisana di Roma ed il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola, che li utilizzano per la riabilitazione dei propri pazienti. Attraverso l’esoscheletro è possibile offrire l’opportunità di ritornare a stare eretti e di camminare, come è accaduto a Tamara Mena, paralizzata su una sedia a rotelle dal 2005 dopo un incidente automobilistico.

 

 

Ciò che la tecnologia permette di fare oggi in quest’ambito è davvero straordinario: l’esoscheletro HAL, per esempio, è in grado di migliorare una funzionalità fisica danneggiata e superare la disabilità. Questa macchina riceve gli stimoli dal cervello, il quale trasmette i segnali nervosi ai muscoli che vuole far muovere sotto forma di segnali bioelettrici; l’integrato processore Intel li elabora di conseguenza, eseguendo il movimento ed applicando il livello di potenza richiesto in tempo reale.

 

In un futuro non molto lontano, gli esoscheletri saranno sempre meno visibili e potranno anche essere la chiave di volta per aiutare i disabili a riconquistare la mobilità perduta. Un importante passo in avanti che, fino a qualche anno fa, era considerato fantascienza.

 

VIGOR, l’indossabile che supporta i muscoli

VIGOR Superare la disabilità motoria - http://www.jamesdysonaward.org/it/projects/vigor/
Superare la disabilità motoria – http://www.jamesdysonaward.org/it/projects/vigor/

Uno dei progetti più recenti nell’ambito delle tecnologie a tutela dei disabili è VIGOR, prodotto realizzato per bambini con disabilità fisiche, tra cui distrofia muscolare, emiplegia e neuropatia dei nervi periferici. In questi casi, VIGOR è un piccolo sostegno che può rappresentare un netto miglioramento della qualità della loro vita.

 

Nel dettaglio, VIGOR è un sistema di muscoli artificiali che offre un supporto flessibile ed automatico per i muscoli deboli. È stato realizzato con l’obiettivo di imitare la contrazione e l’estensione dei muscoli umani. Basandosi su molteplici sensori elettromiografici (EMG), VIGOR rileva, analizza e registra i segnali dai muscoli deboli, supportando i movimenti desiderati attraverso una serie di piccoli attuatori.

 

 

VIGOR è uno degli esempi più interessanti, in cui medicina e tecnologia si uniscono per offrire un vero e proprio supporto ai disabili. Una soluzione molto innovativa e rappresentativa della strada da percorrere per aiutare sempre più bambini con menomazioni fisiche  a superare la disabilità, per rendere la loro vita più indipendente.

 

L’app per non vedenti che descrive la realtà

 

airpoly
Airpoly
– http://aipoly.com/index.html

Anche il mondo degli sviluppatori indipendenti sta lavorando duramente per creare tecnologie che assistano i disabili. Tra le applicazioni più innovative vi è sicuramente Airpoly, realizzata per offrire ai non vedenti e agli ipovedenti la possibilità di comprendere meglio l’ambiente che li circonda e superare la disabilità visiva. Un esempio è Airpoly, un’app che riconosce gli oggetti inquadrati dalla fotocamera e dà loro un nome.

 

 

Il funzionamento di Airpoly è semplice ed immediato. Basta puntare lo smartphone verso l’oggetto che si desidera riconoscere e premere il pulsante rosso nella parte inferiore dello schermo per attivare l’intelligenza artificiale. In meno di un secondo, Airpoly confronterà l’immagine con quelle presenti nel database e fornirà una descrizione vocale dell’oggetto inquadrato. Una soluzione particolarmente innovativa ad un problema che rende le attività quotidiane di molte persone davvero difficili.

 

Uno sviluppatore di Microsoft non vedente sta lavorando su qualcosa di simile, ma ancora più completo: la sua app permette non solo di riconoscere gli oggetti e i testi scritti, ma anche le persone, identificandone sesso, età approssimativa e persino lo stato d’animo.

 

Insegnare l’alfabeto LIS con stampa 3D

 

MANIpolare per comunicare - http://manipolarepercomunicare.com
MANIpolare per comunicare
– http://manipolarepercomunicare.com

Ovviamente, l’evoluzione tecnologica sta offrendo a tutti l’opportunità di creare soluzioni ad-hoc per i disabili. Ad esempio, in Italia, il progetto di tesi magistrale di Elena Dall’Antonia denominato “MANIpolare per comunicare“, realizzato in collaborazione con Scientici FabLab Trieste, sfrutta la stampa 3D per creare un kit pensato come sussidio all’apprendimento della dattilologia LIS per bambini sordi, sordociechi ed udenti.

 

All’interno del kit sono presenti 26 manine, una per ogni lettera dell’alfabeto LIS, ed una mano robotica che simula i movimenti di una mano vera; oltre ad insegnare la dattilologia, quindi, offre la possibilità di creare giochi interattivi per i bambini.

 

Le potenzialità del kit “MANIpolare per comunicare” sono innumerevoli, basti pensare al fatto che potrebbe trasformarsi nello strumento didattico ideale per insegnare la lingua dei segni italiana a moltissime persone, con l’obiettivo di aumentare il livello d’integrazione sociale e superare la disabilità accrescendo la possibilità di comunicare.

 

 

Stephen Hawking e la sedia tecnologica Intel

 

Stephen Hawking e Intel - https://www.flickr.com/photos/intelfreepress/12973090073/
Stephen Hawking e Intel
– https://www.flickr.com/photos/intelfreepress/12973090073/

Dopo essere stato colpito da atrofia muscolare progressiva e da una grave polmonite, che ha richiesto una tracheotomia permanente con conseguente perdita della funzione vocale, Stephen Hawking è la prova di come la tecnologia sia uno strumento indispensabile al fine di superare la disabilità per uno dei più importanti fisici, matematici e cosmologi al mondo.

 

A partire dal 1997, Intel ha creato per Stephen Hawking un sistema di comunicazione basato su computer. Da quel momento in poi, anno dopo anno, la tecnologia utilizzata è stata migliorata sempre di più fino a creare una nuova soluzione di software predittivo targato Intel e denominato ACAT, ovvero Assistive Context-Aware Toolkit. In dettaglio, si tratta di uno strumento che permette di analizzare la mimica facciale ed i movimenti degli occhi, tramutando il tutto in operazioni molto complesse come la composizione vocale.

 

Non solo, lo scorso anno Intel ha rilasciato il codice in modalità open-source su GitHub, in modo tale da offrire a tutti la possibilità di sviluppare soluzioni personalizzate. Non vi è dubbio che ACAT sia un progetto all’avanguardia e, ora che è disponibile nelle mani degli sviluppatori di tutto il mondo, potrà diventare uno strumento ancor più potente e flessibile per aiutare molte più persone a superare la disabilità comunicativa.

 

Paralimpiadi e tecnologia: un connubio vincente

London Paralympics games 2012 - AFP PHOTO ADRIAN DENNIS
London Paralympics games 2012 – AFP PHOTO ADRIAN DENNIS

Infine, le Paralimpiadi 2016 che si sono recentemente concluse a Rio hanno mostrato come il progresso scientifico ricopra un ruolo sempre più importante anche per superare la disabilità nel mondo dello sport.

 

Uno degli sport più emblematici è sicuramente il calcio, in cui viene utilizzato un pallone dotato di sensori, posti tra la camera d’aria e l’involucro esterno, che emettono un suono udibile dagli atleti non vedenti. Anche nell’atletica, a partire dal lontano 1970, l’evoluzione tecnologica ha permesso di arrivare a creare protesi all’avanguardia, in fibra di carbonio e grafite, indossate da alcuni atleti come Oscar Pistorius e Jonnie Peacoc. L’ultimo passo in avanti in questo campo si chiama 3s80 Sport Knee, un ginocchio artificiale in grado di replicare le funzioni di un ginocchio normale, in modo tale da aumentare nettamente le performance dell’atleta.

 

Proprio durante la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi 2016 il legame stretto con la tecnologia è stato omaggiato dagli atleti. Al centro del Maracanà ha avuto luogo una grande sorpresa: la snowboarder Amy Purdy, accompagnata dalla musica di Sérgio Mendes, ha ballato con Kuka, un robot industriale. Amy Purdy, colpita da una meningite fulminante all’età di 20 anni che l’ha costretta all’amputazione delle gambe, ha mostrato al mondo intero come abbia saputo superare la disabilità e come anzi, grazie all’immaginazione ed alla tecnologia, la sua abilità possa raggiungere i massimi livelli. La danza di Amy Purdy e Kuka è una delle pagine più belle delle Paralimpiadi di quest’anno, in cui l’unione tra uomo e tecnologia ha dato vita ad un connubio sicuramente vincente.

Amy Purdy Rio 2016 - AFP PHOTO YASUYOSHI CHIBA
Amy Purdy Rio 2016 – AFP PHOTO YASUYOSHI CHIBA

 

Qualità di vita e tecnologia, per un futuro migliore

 

Se fino a qualche anno fa i disabili non avevano a disposizione strumenti per ottenere un maggior livello di indipendenza, oggi tutto ciò viene reso possibile grazie a nuove tecnologie, frutto di anni di ricerche e sviluppo in tutto il mondo. I progetti mostrati fino ad ora sono solo un esempio del cambiamento in atto e di come questo stia portando con sé importanti risultati.

 

Il progresso tecnologico è quindi la chiave per proseguire su questa strada, sempre più ricca di novità e in cui i disabili saranno al centro dell’attenzione con l’obiettivo di superare la disabilità e offrire a tutti la miglior qualità di vita possibile.

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