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Rendere i computer più umani

Istanbul, uno dei principali centri europei di innovazione e imprenditorialità, è la sede dell’Internet of Things Ignition Lab di Intel. Qui il team di Asli crea e testa l’interoperabilità tra hardware e software di sistemi end-to-end per l’Internet delle cose, ne analizza il valore di business e collabora con i partner di Intel. “L’Internet delle cose semplifica enormemente la nostra vita quotidiana”, afferma. “Prendiamo ad esempio i fitness tracker, che quantificano il livello di esercizio fisico effettivamente svolto. Oltre a rendere molto più efficace il fitness, questi dispositivi diventano anche divertenti e gratificanti, quando condividiamo i nostri progressi con gli amici. Possono anche fungere da monitor delle nostre condizioni di salute. È questo l’obiettivo della moderna tecnologia: arricchire la nostra vita. E nel nostro laboratorio riuniamo persone e idee per trovare nuovi modi per raggiungerlo”.

 

È una questione di interazione uomo-computer

Attualmente Asli e il suo team stanno esplorando il computing percettivo, ossia l’interazione con un computer tramite interfacce umane come gesti, riconoscimento vocale e rilevamento facciale. Lavorano a un progetto per ampliare questo concetto e migliorare l’esperienza di apprendimento in contesti didattici. Asli è rimasta impressionata dalle possibilità offerte dalla tecnologia mentre guardava il trailer di un film in cui le decisioni dell’attrice su quali capi di abbigliamento acquistare venivano prese in base a dove si soffermava maggiormente lo sguardo di Asli.  “Mi stupisco ancora come un bambino quando vedo un computer che reagisce a un mio gesto o movimento o quando faccio una scelta con un semplice sguardo”.

Questo fascino è legato alla sua curiosità nei confronti del funzionamento della tecnologia. Asli ha studiato microelettronica a Istanbul e a Edimburgo, dove ha appreso tutte le sue conoscenze sui componenti e sui “piccoli pezzi all’interno dei dispositivi”. Ora cerca di ampliare questo contesto, esaminando in che modo la tecnologia influisce sulla nostra vita. Continua a spingere i limiti: “Credo che le interfacce cervello-computer saranno la prossima grande novità. È una questione di interazione uomo-computer, e il passaggio successivo sarà di controllare le macchine con il cervello”.

Oggi tutti possono sfruttare le proprie passioni per contribuire a definire il futuro

Questi sviluppi tengono Asli occupata ed entusiasta. È la direttrice di un team composto più da donne che da uomini, un caso raro nel campo della tecnologia. “Le tipiche abilità associate alle donne sono la comunicazione, la collaborazione e il multitasking, tutti aspetti fondamentali nell’engineering”. Storicamente questo si scontra con un problema di reputazione: “Credo che uno dei principali motivi per cui le donne spesso non intraprendono carriere nell’ingegneria è che si sforzano di trovare un elemento umano in cui possano identificarsi”.

Asli oggi intravede enormi opportunità per attirare più donne nel settore della tecnologia. Con il cambiamento nel modo in cui percepiamo la tecnologia, grazie a nuovi sviluppi come l’Internet delle cose e gli indossabili, la tecnologia non riguarda più solo i PC. Questa è l’era della tecnologia umana, la cui continua evoluzione richiede creatività e collaborazione da parte di entrambi i sessi. Di conseguenza, lavorare in questo settore offre notevoli opportunità alle giovani donne: “Il mio consiglio alle donne è di essere pazienti nello sviluppo delle proprie competenze. Coltivare la passione per la tecnologia. Mantenere la creatività. E, soprattutto, rimanere sé stesse e convogliare l’energia femminile nella tecnologia”.

La tecnologia rompe di continuo le barriere. Oggi tutti possono sfruttare le proprie passioni per contribuire a definire il futuro. In ultima analisi, creeremo un mondo più umano con computer e tecnologie intelligenti che avranno un forte impatto su tutti noi.

 

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