All’avanguardia dell’innovazione

Regali tecnologici impossibili

I film sono fatti della stessa materia dei sogni. L’hanno detto in molti, via via con parole diverse. Ora, dopo svariati incontri tra cinema e tecnologia, sentiamo di poterlo affermare proprio qui anche noi. Nel tempo abbiamo chiacchierato di come i desideri che nascono sul grande schermo spesso trovino realizzazione. Abbiamo parlato di occhiali smart, auto smart, case smart che presto potrebbero essere parte della nostra quotidianità, ma questa volta vogliamo occuparci di oggetti impossibili, di quelle tecnologie immaginarie viste al cinema che diventano all’istante fantasia ed ambizione di possesso.

Complice il periodo particolare dell’anno che ben si presta a speranze e sorprese (chi scrive lo sta facendo alla luce del suo albero di Natale), abbiamo deciso di fare un salto in soffitta e di aprire il baule dei nostri oggetti fantastici “recuperati” in sala o in televisione, alla ricerca della sfida più ardua: regalare un sogno. Son venuti fuori arnesi di ogni tipo, dall’anello tuttofare delle prescelte Lanterne Verdi allo spara-ragnatele di Spiderman, ma la nostra immaginazione si è ritrovata a giocherellare in particolare con queste 3 cose che andiamo ad elencare.

a

La spada laser

Il ritorno di Star Wars (di AAVV dal 1977 al 2015) sul grande schermo l’ha fatta di nuovo volare in cima alle classifica degli oggetti del desiderio. Alzi la mano chi non ne vorrebbe una, poi alzi anche l’altra…Come immaginavamo: una spada laser ce l’avete già, verde, blu come quella di Obi-Wan Kenobi o, la più rara, di colore viola, comprata direttamente in un comicstore, online o magari trovata sotto l’albero per merito di genitori cinefili (o stanchi di vedervi rubare manici di scopa per tagliare i tulipani in giardino).

In commercio ne esistono di tanti tipi: con manico o lama più corti, il bastone laser (con doppia lama), la Linksaber di Asajj Ventress, la rarissima spada laser a doppia fase di Darth Vader ma, lo sappiamo, sono tutti giocattoli da collezione (seppur di una certa importanza culturale se si pensa che è uno degli esempi più famosi di concept design del XX secolo). Arma dei cavalieri Jedi (ma usata anche dai Sith), «non è goffa o erratica come un fulminatore, è elegante invece, per tempi più civilizzati», è in grado di tagliare quasi qualunque materiale, non ha esclusivamente scopo offensivo, si può usare in acqua, si può richiamare con la sola forza del pensiero. Ricevere in dono una spada laser, per un guerriero Jedi, è un attestato di lealtà e rispetto da parte di un compagno… ma destinato a rimanere esclusivo appannaggio della finzione di Star Wars. In alternativa potete sempre giocare una partita ad Halo, a Final Fantasy VI, così, nel tentativo di guadagnarne una per il vostro personaggio avrete già smaltito la delusione.

b

Il mantello dell’invisibilità e dintorni

Cominciando a sferruzzare gomitoli e gomitoli di lana di camuflone, nel giro di qualche giorno otterremmo il nostro mantello dell’invisibilità. Per gli amanti del riciclo ne basta uno vecchio da viaggio, intriso di Incantesimo di Disillusione o di una Fattura abbacinante. Et voilà, il vostro mantello in stile Harry Potter (Harry Potter e la pietra filosofale, di Chris Columbus 2001) è pronto per essere sfoggiato.

Bisogna fare attenzione però: oltre ad essere soggetto a usura, il suo effetto potrebbe scomparire ad ogni incantesimo Petrificus Totalus. Così, probabilmente, sarebbe prudente provare con un modello “scientificamente” più affidabile come quelli visti in Ghost in the Shell (di Mamoru Oshii, 1995), che sfruttano la mimetizzazione termo-ottica (ma che non sono resistenti ai raggi infrarossi). In ultima battuta potremmo consigliarvi di provare la mimetizzazione adattativa con un tuffo in una particolare vernice che James Bond testa sulla propria auto in La morte può attendere (di Lee Tamahori, 2002): microcamere su ogni lato proiettano le immagini che catturano dal lato opposto su una pellicola a polimeri ad emissione di luce.

Qualsiasi cosa purché al proprio outfit “fantastico” non manchi nulla. Che deve essere più o meno quello che hanno pensato quei ricercatori che, dal 2006, stanno cercando di “realizzare” l’invisibilità, seguendo la ricetta del fisico russo Victor Veselago, che già negli anni ’60 aveva teorizzato l’esistenza di speciali materiali capaci di controllare la rifrazione dei fasci luminosi come se la superficie non esistesse. Le notizie circa una realizzazione e la successiva commercializzazione del mantello si rincorrono, tra riviste più o meno specializzate, dal 2013 ma mancano le conferme. Per il momento, dunque, lo teniamo appeso nell’armadio dei desideri impossibili e oggetti magici.

c

Diavolerie per autostoppisti galattici 

Un bimbo non saprebbe cosa fare con un cannone a punto di vista, senza ombra di dubbio, che è esattamente la misura in cui l’ironia di Guida galattica per autostoppisti (di Garth Jennings, 2005) si apprezza maggiormente da adulti. Perché le invenzioni impossibili partorite dalla mente di Adams servono soprattutto nel mondo dei grandi. Pensate al Babel Fish, traduttore universale con le sembianze di un pesciolino giallo che, inserito nell’orecchio, permette di comprendere all’istante tutto ciò che viene detto in qualunque lingua. Dover prendere decisioni nei momenti di frenesia generale, che sia a casa o al lavoro, in macchina nel bel mezzo di un incrocio o il sabato sera per il locale in cui far mattina: non ci saranno più problemi con il cappello pensatore, proprio quello usato dai comandanti dei mercantili arturiani quando devono “concentrarsi forte”. Basterà indossarlo, spremere un limone e la decisione, la migliore possibile, sarà presa con un notevole risparmio di tempo e pazienza degli astanti.

D’accordo, forse l’idea di viaggiare con un motore ad improbabilità infinita, “per coprire distanza interstellari in pochi secondi senza star lì a gingillarsi nell’iperspazio”, non accoglierà il plauso di chi non accetta il compromesso di non esser mai certo di dove andrà e non ama scegliere i vestiti di conseguenza ma rigorosamente in anticipo. E già echeggiano le proteste di chi non ha bisogno del suddetto motore perché, nell’officina dei mezzi fantastici, ha già parcheggiato il TARDIS rubato a Doctor Who – prima vera macchina del tempo e dello spazio “in pellicola” – che tanto la cabina blu di imprevisti ne regalava altrettanti (ma siete sicuri di poter trovare a bordo un coltello laser che tosta le fette di pane mentre le tagliate?). Dunque vi chiediamo: se vi trovaste di fronte al rilevatore di voglie che le materializza al volo, quale diavoleria fantastica vorreste trovare sotto l’albero?

 

Il tempo per rispondere scade nella notte del 24 dicembre, lo sapete, o fra sette milioni di anni in una galassia alternativa. Chissà che tutti quei libri e maglioni già avvolti nella carta regalo sotto il vostro albero non possano trasformarsi come per magia, d’altronde, lo sappiamo, le vie del progresso tecnologico sono infinite e mai lineari o scontate. In alternativa c’è sempre la polvere di stelle.

 

Credits:

Immagine di copertina: © Lucasfilm Ltd. Tutti i diritti riservati.

Immagine 1: © Lucasfilm Ltd. Tutti i diritti riservati.

Immagine 3: © Buena Vista Pictures. Tutti i diritti riservati.

 

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