All’avanguardia dell’innovazione

Le università approfondiscono la ricerca sull’alimentazione

Kristin Houser Writer & Editor, LA Music Blog

La maggior parte degli studenti universitari pensa al cibo solo quando deve capire che cosa potrebbe aiutarli a carburare nella prossima sessione di studio o a soddisfare i languori notturni allo stomaco. Gli studenti che intendono laurearsi in scienze dell’alimentazione invece passano la maggior parte degli anni dell’università pensando al cibo.

Dato che si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà i 9,6 miliardi di persone entro il 2050, trovare nuovi modi per coltivare il cibo in modo sostenibile sarà essenziale, e questa è la missione del MIT CityFARM, dedicato a “inventare il futuro dell’agricoltura con l’adozione di ingegneria all’avanguardia, big data e connettività di rete”.

Fin dagli inizi del gruppo nel 2013, i suoi componenti – tra i quali ingegneri, architetti, urbanisti, economisti e botanici – sono concentrati sullo sviluppo di nuovi modi di coltivare il cibo nelle aree urbane. Il loro obiettivo: riconsiderare l’idea di coltivarlo LÀ e mangiarlo QUA e sostituirla con l’idea di coltivarlo QUA e mangiarlo QUA.

Nel laboratorio botanico CityFARM, i ricercatori stanno esplorando come possono portare la fattoria in città in modo scalabile con nuovi sistemi per coltivare il cibo che includano elementi di idroponica (coltivare le piante in acqua invece che in terra), aquaponica (coltivare le piante in acqua insieme ad animali acquatici come pesci o gamberi) e aeroponica (coltivare le piante in aria o per nebulizzazione).

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Il gruppo è convinto che le sue tecniche potrebbero potenzialmente ridurre la quantità di acqua necessaria in agricoltura del 98% ed eliminare i fertilizzanti e i pesticidi chimici.

Dato che lo spazio è un lusso nelle aree urbane, il team di CityFARM sta anche svolgendo ricerche architettoniche sulla luce e sulle dinamiche spaziali allo scopo di trovare modi creativi per integrare la produzione di cibo nelle aree urbane.

La sua ricerca preliminare suggerisce che un sistema basato sulla produzione di cibo “integrato nella facciata” che cattura la luce naturale potrebbe consumare il 60% in meno di fertilizzanti, il 90% in meno di acqua e produrre il 90% in meno di anidride carbonica rispetto a una tradizionale fattoria basata sulla coltivazione a terra.

Forse la cosa più importante che deriva da CityFARM, però, è il progetto Open Agriculture, una piattaforma online che consente ai ricercatori di scienze dell’alimentazione di tutto il mondo di condividere i dati e di collaborare sulle idee.

In un’intervista, Caleb Harper, il ricercatore del MIT Media Lab a capo del progetto CityFARM, ha descritto la piattaforma “come il Linux del cibo.”

“Desideriamo creare quelle fondamenta che proteggono e sostengono e concedono agli sviluppatori una base da cui iniziare nello spazio della tecnologia alimentare”, ha dichiarato.

Tre impianti pilota all’avanguardia valutano i nuovi ingredienti e il Berkey Creamery, che produce formaggio e il famoso gelato dell’università, ha un laboratorio per le ricerche lattiere-casearie e i test industriali.

Una sfida per gli studenti universitari

Se l’obiettivo è coinvolgere gli studenti nei loro studi, offrire campioni gratuiti di gelato è senz’altro un valido approccio. Harvard potrebbe invece aver battuto la Pennsylvania State University con il suo premio per la ricerca innovativa sull’alimentazione: fredda e dura moneta sonante.

Quest’anno l’Innovation Lab (i-Lab) dell’università sfida gli studenti a trovare modi per un’alimentazione migliore, da cui il nome della competizione, “Food Better”, e a sviluppare “soluzioni innovative per un sistema alimentare più sano, più sostenibile e più equo”.

Nel corso di questa competizione a livello universitario della durata di un anno, gli studenti lavorano in squadre per sviluppare proposte su modi di migliorare il sistema alimentare globale in una di quattro aree principali: produzione sostenibile, cibo nutriente; innovazione nella distribuzione del cibo e nei mercati; miglioramento della nostra dieta e riduzione degli sprechi alimentari.

Prima di inviare la loro proposta agli inizi dell’anno, gli studenti sono stati incoraggiati a utilizzare The Open Forum, una piattaforma online dove potevano discutere e fornire feedback sulle reciproche idee.

Come finalisti sono stati scelti cinque team ai quali sono stati assegnati 5.000 dollari e un mentore per aiutarli a sviluppare le loro idee. I finalisti sono:

BioFarMarket, che intende colmare il divario esistente nella distribuzione tra i contadini che coltivano in maniera organica e i consumatori in Europa centrale e orientale e oltre.

Coolify, una soluzione di microcelle frigorifere che migliora le catene di approvvigionamento dell’agricoltura dopo il raccolto e riduce il deterioramento delle derrate.

FOCUS Foods, una fattoria acquaponica urbana che diventerà un sistema simbiotico autosufficiente tra pesci e prodotti agricoli per servire la comunità locale di Philadelphia.

Icebox, un sistema di celle frigorifere modulari collegate per la distribuzione sana e sostenibile di cibo.

Waste to Feast, un sistema che riconverte gli avanzi degli esercizi commerciali per sfamare bambini e famiglie di senzatetto.

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Alla fine dell’anno, il team vincente e il secondo e terzo arrivato riceveranno premi consistenti in denaro, ma la sfida Food Better non si basa solo sul premio finale. Per educare gli studenti sul sistema alimentare, la competizione viene inframmezzata da eventi e laboratori per tutto l’anno. Tra questi, visite a fattorie, ristoranti e banche del cibo della zona, una Earth Day Sustainability Fair (Fiera della sostenibilità nella Giornata della Terra) e un Food+ Research Symposium (Convegno su cibo e ricerca).

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