All’avanguardia dell’innovazione

Intel® RealSense™ App Challenge: due italiani premiati nel contest mondiale per sviluppatori

 

L’Intel® RealSense™ App Challenge è una competizione che si svolge annualmente per incentivare la creatività degli sviluppatori nell’uso della tecnologia Intel® RealSense™, in grado di far interagire mondo digitale e mondo fisico in modalità che fino a pochi anni fa era difficile anche solo immaginare. Una tecnologia innovativa che abilita interazioni uomo-computer coinvolgenti e naturali, tramite tracciamento facciale/gestuale, analisi del volto, riconoscimento vocale e realtà aumentata.

L’edizione di quest’anno ha coinvolto circa 8000 sviluppatori da 37 Paesi del mondo, raggruppati in 5 categorie: gaming, learning, interazione naturale, collaborazione, open innovation. I partecipanti hanno sviluppato un progetto con l’aiuto del SDK Intel® RealSense™ e la videocamera 3D di Intel® RealSense™, in centinaia hanno utilizzato anche un Intel® NUC con tecnologia di processore Intel® Core™ di ultima generazione. In palio 1 milione di premi, in denaro ed in hardware.

Tra gli 8000 sviluppatori, soltanto 21 hanno ottenuto un top honor e 25 una special recognition, di cui 2 sono italiani: Daniele Maio e Pietro Cipresso, entrambi vincitori di un Honorable Mention Award da 5000 dollari nella categoria ‘Open Innovation’.

appchallenge

Daniele ha partecipato con il progetto HelParkinson, creato per offrire uno strumento in più per monitorare il progresso del morbo di Parkinson. “In pratica si tratta di creare una piattaforma di connessione tra medici e pazienti” – ha commentato – “grazie a Intel® RealSense™, è stato possibile poter registrare dei nuovi movimenti (gestures) sia per la mano/dita, come ad esempio il ‘finger tapping’ (altamente usato dai medici per capire lo stato della malattia), sia per il volto, come movimenti direzionali”. Per ogni ‘performance’ del paziente, l’applicazione assegna un punteggio, al momento basato sul tempo di esecuzione, ma un prossimo aggiornamento prevedrà un sistema di valutazione calcolato sull’accuratezza con cui viene svolto l’esercizio. “Attraverso la piattaforma HelParkinson il medico può assegnare diversi esercizi al paziente, con diverse difficoltà, in diverse fasce orarie, come ad esempio quando è appena sveglioal mattino, dopo la prima pillola, e così via. Il paziente, accedendo alla piattaforma, potrà eseguire questi esercizi nella comodità e tranquillità della propria casa, con il semplice utilizzo della tecnologia Intel® RealSense™”.

Interfaccia-2

Pietro ha presentato un progetto chiamato NeuroActivity, che nasce dal lavoro di un team di ricercatori dell’Istituto Auxologico Italiano sotto la direzione del Prof. Giuseppe Riva, il quale, da oltre venti anni, applica le nuove tecnologie alla neuropsicologia con lo scopo di comprendere ed aiutare i pazienti e le loro famiglie. “Ho voluto cogliere la sfida lanciata da Intel ed ho pertanto coinvolto le mie colleghe ricercatrici Silvia Serino ed Elisa Pedroli, con le quali abbiamo stilato i requisiti per la creazione di un’applicazione in grado di valutare le funzioni esecutive tramite un compito ecologico invece dei soliti test carta e matita” – ha spiegato Pietro. “L’innovazione è stata quella di costruire un ambiente di realtà virtuale per valutare i pazienti durante azioni di vita quotidiana che, seppur simulate, risultano di più immediata comprensione e molto più naturali, consentendo in tal modo al terapeuta una più efficace osservazione e misurazione psicometrica di eventuali deficit cognitivi. Per la parte tecnica abbiamo fruito del supporto della società CSRV s.r.l. che è specializzata nella programmazione con Unity e nell’integrazione di tecnologie come l’Intel® RealSense™”. 

NeuroActivity

Al termine della manifestazione abbiamo fatto alcune domande ai due vincitori italiani.

 

Una ‘Honorable Mention’, soddisfatti o vi aspettavate di più?

Daniele: Molto soddisfatto. Anzi doppiamente in questo caso, in quanto il riconoscimento va a premiare un progetto in cui credo particolarmente.

Pietro: È un importante riconoscimento internazionale, sono molto orgoglioso. Ancora una volta gli italiani dimostrano di avere capacità creative ed una spiccata sensibilità verso il fattore umano che rende le tecnologie davvero per tutti.

 

Cosa altro immaginate di poter fare con Intel® RealSense™?

D: Le possibilità di sviluppo e innovazione con Intel® RealSense™ sono davvero innumerevoli, dai games ai tool professionali…

P: Il numero di potenziali applicazioni cliniche della tecnologia Intel® RealSense™ è incredibile. Le cose che faremo dipenderanno da quanto i tecnici ad ogni grado e livello, ci aiuteranno e, soprattutto, da quanto riusciremo ad attrarre fondi istituzionali ed aziendali da chiunque voglia rendere questo mondo un posto migliore. Giusto per citarecoloro che potremmo aiutare (e ne cito solo alcuni): mi riferisco in primis ai pazienti con Parkinson, Alzheimer, Ictus, in particolare con Neglect, ma più in generale si spazia su tutto il campo della neuropsicologia, dove le nuove frontiere della psicometria computazionale possono integrare soluzioni tecnologiche d’avanguardia per aiutare realmente i pazienti.

 

Qual è il progetto in gara che vi è piaciuto di più?

D: EMMA è l’applicazione che mi ha divertito di più, mentre l’applicazione che più mi ha incuriosito è stata HyperFinger: l’idea di base è molto interessante e soprattutto apre interessanti scenari per quanto riguarda l’utilizzo di Intel® RealSense™ nel campo del disegno cad e nel disegno 3d in generale.

P: Devo dire che sono rimasto sorpreso dall’ elevata qualità dei progetti presentati. Tra i progetti premiati, molti sono pensati per dei pazienti e anche quelli più ingenui, da un punto di vista clinico, hanno un potenziale enorme se correttamente declinati. È molto bello vedere quanto i tecnici siano interessati a tematiche cliniche e di ricerca, rendendo le tecnologie sviluppate economicamente sostenibili.

 

C’è qualcosa che vi piacerebbe fare, ma la tecnologia ancora non lo consente?

D: Portare la pace nel mondo :))

P: In realtà ci sono molte cose che la tecnologia attuale già ci consentirebbe di fare ma che non riusciamo a implementare perché si deve ancora incrementare il numero di tecnici abituati a lavorare con i clinici. C’è ancora tanto da lavorare in tal senso e sarà indispensabile incrementare i rapporti tra tecnici e clinici.

 

Il team di Pietro è composto prevalentemente da donne, ma in verità non sono mai molte le donne che si vedono in questo tipo di competizioni tecnologiche… c’è del maschilismo nel mondo della tecnologia?

D: Sinceramente non lo percepisco oggi come un settore maschilista. Anzi posso dire che conosco parecchie donne a cui piace la tecnologia e tutto quello che ci sta attorno, e non mi risulta vengano penalizzate in alcun modo in questi concorsi.

P: Il problema non è assolutamente il maschilismo, la scarsa presenza di donne è dovuta al fatto che i tecnici sono più tipicamente uomini, anche se le cose stanno cambiando. Sempre più donne sono appassionate di nuove tecnologie o comunque ne vedono un grande valore aggiunto, soprattutto in ambito clinico. Circa l’essere predisposti verso materie tecniche piuttosto che umanistiche non credeteci: la psicologia ha ampiamente dimostrato che le attitudini e le proprie capacità possono essere cambiate, indipendentemente dal sesso delle persone.

 

Non ci resta che attendere con curiosità cos’altro creeranno gli sviluppatori grazie alla tecnologia Intel® RealSense™, e magari apprezzare il miglioramento che le nuove applicazioni potranno apportare nella nostra vita quotidiana, come già questi due progetti in ambito clinico lasciano positivamente intravedere.

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