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Gli Open di Francia virtuali: un’esperienza di realtà virtuale a 360 gradi al Roland Garros

Grazie a un’alleanza tra France Télévisions e Intel, gli appassionati di tennis hanno potuto gustare l’azione agli Open di Francia/Torneo Roland Garros in realtà virtuale a 360 gradi.

Dopo aver già utilizzato con successo i formati HD e Ultra HD, i team del famoso stadio erano ansiosi di esplorare un’altra nuova tecnologia per la trasmissione video. Quindi hanno invitato i visitatori all’RG Lab (un’area speciale di ricerca e di sviluppo allestita nel sito del Roland Garros) per scoprire una quantità di informazioni sulla nuova tecnologia e per sperimentare il tennis basato sulla realtà virtuale con smartphone e visori per realtà virtuale.

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La start-up francese Giroptic produce le piccole videocamere che sono state il cervello dell’installazione principale e più pubblica nell’RG Lab. Queste videocamere possono filmare a 360 gradi e ogni campo da tennis del Roland Garros può esserne dotato al costo di appena 500 euro.

Una videocamera a 360 gradi vi regala una vista impareggiabile

Collocate in punti chiave del campo, come il bracciolo della sedia dell’arbitro, le videocamere sono riuscite a cogliere ogni momento dell’azione sul campo, inviando le immagini ricostituite a due destinatari: l’area di France Télévisions dell’RG Lab e un server per lo streaming di video.

Il concetto ha offerto l’esperienza tennistica più immersiva immaginabile. Con la app RG 360 (disponibile per i sistemi Android e iOS), chiunque poteva guardare in streaming il video girato dalle videocamere e visualizzarlo con hardware per la realtà virtuale.

Al Roland Garros, gli utenti con visori come il Samsung Gear VR hanno potuto guardare ogni rimbalzo della palla dalla postazione migliore: la sedia dell’arbitro. L’app funziona tramite il monitoraggio della testa, cambiando il campo visivo in risposta ai movimenti della testa dell’utente.

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La tecnologia RealSense offre un’esperienza ancora più immersiva

I visitatori dell’area France Télévisions dell’RG Lab sono riusciti anche a sperimentare la tecnologia RealSense di Intel, utilizzata per creare un notiziario prodotto ogni giorno dai team del gruppo addetto alle trasmissioni.

Il notiziario è stato filmato a 360 gradi utilizzando videocamere professionali 4K, che consentivano di trasferire i contenuti in streaming in una stanza in cui le pareti fungevano da schermi a tutt’altezza, fornendo agli spettatori un’esperienza di tennis davvero immersiva.

Utilizzando Intel RealSense e una videocamera a 360 gradi, è possibile “esplorare” le riprese video

In mostra c’era anche una tecnologia per videocamera non ancora in commercio; una tecnologia che unisce la realtà virtuale alla tecnologia Intel RealSense. Si tratta di una combinazione che consente agli utenti di controllare un computer, e quindi un video, semplicemente muovendo le mani. Il concetto è sostanzialmente un dispositivo Kinect in grado di adattarsi a qualsiasi contenuto e che è già disponibile in numerosi notebook comuni.

Una versione di prova, destinata agli sviluppatori, è stata presentata nell’RG Lab. Spostando la mano da destra a sinistra è possibile centrare la videocamera sul punto che vi interessa. Se sentite un rumore a sinistra, ad esempio, non dovete fare altro che cambiare il campo visivo per vedere da dove proviene.

Si tratta di un concetto che potrebbe sembrare futuristico, ma la tecnologia è molto più reale di quanto non lo fosse qualche anno fa. Per poche centinaia di euro, un’intera rete televisiva o un appassionato potrebbero dotarsi di tutta l’apparecchiatura necessaria e iniziare le riprese.

 

Questo approccio a 360 gradi al Roland Garros rappresenta presumibilmente l’inizio di una nuova era per mostrare informazioni filmate. Gli spettatori diventano partecipanti attivi, invece che un pubblico passivo, e la videocamera non è più una prospettiva fissa, ma un periscopio che consente di guardare in tutte le direzioni.

Offrire immagini live di qualità eccezionale grazie a metodi così a buon mercato è un grande passo avanti, mentre condividere l’esperienza a casa propria è un sogno che la maggior parte delle persone avrebbe considerato impossibile.

I campi Suzanne-Lenglen e Philippe-Chatrier hanno ospitato questa nuova tecnologia, ma l’azione in questi campi è stata senza dubbio la prima di una lunga serie di eventi che trarranno vantaggio dal nuovo approccio. La tecnologia non solo è pronta, ma i media sono impazienti. Al pubblico non resta che acquistare l’apparecchiatura in modo da poter sfruttare al massimo l’esperienza.

Foto: Guy Pichard

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