All’avanguardia dell’innovazione

21 Ottobre 2015: Back To The Future Day

 

– “Va bene Doc che sta succedendo? Dove siamo? Quando siamo?”

– “Stiamo scendendo verso Hill Valley, California. Sono le 16:29 di mercoledì, ottobre 21, anno 2015”

– “2015? Vuoi dire che… siamo nel futuro!”

 

A pochi giorni dal Natale 1989, arriva nelle sale Ritorno al Futuro – Parte 2: da qui comincia il nostro lunghissimo conto alla rovescia. E dopo 30 anni d’attesa (sì, sarebbero 26 ma la regola è abbandonarsi alla finzione cinematografica e per Marty era il 1985) eccoci pronti al fatidico giorno, entrato di diritto in un ipotetico calendario delle festività internazionali, accompagnato dall’enorme proliferare di proiezioni speciali nei cinema, cofanetti Dvd e Blu-Ray, gadget e omaggi di ogni tipo.

Che voi foste in sala durante la proiezione, che l’abbiate visto anni dopo in Tv o che ne abbiate solo sentito cantar le gesta, capite che non v’è alcun dubbio: ciò che lo rende tanto speciale è la somma incredibile di novità tecnologiche pensate, costruite (solo sul set, è ovvio) e suggerite. Siete pronti a salire di nuovo a bordo della DeLorean? Partiamo.

 

1 – Cominciamo proprio dalla macchina. É volante, naturalmente (come tutti gli altri mezzi di trasporto, skateboard compresi) e “cammina” nel tempo grazie al biocarburante ottenuto ripescando direttamente dalla spazzatura ogni sorta di rifiuto organico (sostituisce le barre di plutonio del primo capitolo della saga). Le sue emissioni sono pulite e il suo ciclo produttivo prevede un generatore di fusione nucleare installato direttamente sul cofano posteriore del veicolo. Siamo d’accordo, non esiste niente di irrealizzabile ma questo è davvero complicato (e forse anche poco ecocompatibile).

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2 – Più semplici, per esempio, gli efficientissimi robot benzinai; e da questo, probabilmente, non siamo poi così lontani, avendo conosciuto anche i Robocop di Dubai

3 – A proposito di rifiuti, ricordate la divertentissima scena della pattumiera che rincorre Doc? Si tratta di un cestino intelligente che ha il solo compito di tenere pulita la città raccattando ovunque sporcizia d’ogni genere. Non viene spiegato grazie a quali sensori riesca a funzionare, né se sia programmato per la raccolta differenziata, ma di una cosa siamo certi: ce ne sarebbe proprio un gran bisogno! Chissà che, addentrandoci nell’era dell’Internet delle Cose, non potremmo averne una. D’altronde già alla Maker Faire appena conclusasi a Roma abbiamo potuto scoprire un progetto IoT proprio sulla raccolta differenziata automatizzata intelligente: Trashly.

4 – Volete evitare i piegamenti per allacciare le scarpe ma i mocassini proprio no? Nessun problema, se calzaste il modello autoallacciante sfoggiato da Marty all’arrivo nel “futuristico” 2015. Le aziende, piccole e grandi, che hanno provato a realizzarle ormai non si contano più; sappiamo che qualcuno ci è andato veramente vicino ma solo esteticamente. Nodi, doppi nodi e inciampi da stringhe sciolte resteranno la croce delle scarpe con i lacci, almeno per qualche anno ancora. Lo skateboard fluttuante, invece, è ormai realtà.

-Lexus

5 – Restando in tema abbigliamento: la giacca che regola automaticamente la taglia e si asciuga da sola. Il mondo della moda è sempre in fermento, stagione dopo stagione propone un numero impressionante di novità ma al giubbotto di McFly non ci è ancora arrivata, seppure la tecnologia indossabile ci stupisca ogni giorno di più. Non cercate di barare: taglie uniche e tessuti tecnici non contano, ciò che Doc paventava era aprire l’armadio e indossare qualunque cosa senza il rischio della cucitura che tira o la cerniera che non sale. Forse credeva che il futuro avrebbe tenuto a bada maniaci dello shopping e armadi straripanti di doppioni in tonalità diverse? Questa più che invenzione è illusione.

6 – Gli occhiali smart di Ritorno al Futuro 2 somigliano tanto ai più moderni visori per videogiochi. L’estetica era quella esagerata tanto cara agli anni ’80, e le funzioni varie, dal guardare la tv, al rispondere alle chiamate. Oggetti influenzati dalla moda e capaci, allo stesso tempo, di crearla, progenitori cinematografici degli odierni smartglass.

ritorno-al-futuro

7 – Rimaniamo in casa MacFly. Il futuro è la riduzione della distanza, così, se il telefono rendeva possibile la comunicazione verbale immediata, la videofonia e il VoIP annullano l’assenza visiva del referente. Con qualche attenzione in più riguardo a tono e aspetto, come ha imparato anche papà Marty.

8 – Ricordate il grande spavento di Marty per lo squalo che cerca di aggredirlo fuori dal cinema? Uno squalo in Ritorno al Futuro? No, appunto, solo la sua proiezione olografica, ovvero la forma di visione del futuro per antonomasia. Che il televisore 3D appena acquistato debba già essere messo in soffitta? Se avessimo oggi la tecnologia prevista da Ritorno al Futuro nel 2015, sì. Nel vostro salotto fluttuerebbero partite di calcio, spot pubblicitari e serie tv.

9 – I viaggi nel tempo. No, ancora non sono possibili. Potremmo peccare di romanticismo, ma ci auguriamo che non lo siano mai. Perché “sbirciare” nel futuro farebbe comodo a chiunque, ma la sorpresa di una scoperta val bene ogni momento della sua attesa…

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